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Lorenzoni attacca «I conti del bilancio sono disastrosi»

SERAVEZZA. Luce a Stazzema boccia il rendiconto 2011 del Comune. Nei giorni scorsi il documento contabile è stato discusso in consiglio. Per il consigliere ed ex sindaco seravezzino, Giampiero...

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SERAVEZZA. Luce a Stazzema boccia il rendiconto 2011 del Comune.

Nei giorni scorsi il documento contabile è stato discusso in consiglio. Per il consigliere ed ex sindaco seravezzino, Giampiero Lorenzoni, i conti non tornano. E una delle problematiche maggiori è legata alla mancanza di liquidità dell’ente.

«Il documento contabile in discussione si discosta e di molto da quanto era stato approvato con il bilancio di previsione - afferma Lorenzoni - infatti il 2011 ha visto un notevole aumento del carico fiscale sui cittadini e la maggior parte dei progetti non hanno trovato esecuzione. Addirittura è stato dato per realizzato il primo lotto del parcheggio di Terrinca (in località La Costa), ma l’opera è rimasta solo nei sogni di una giunta distratta, che vuole far passare per fatte opere nemmeno progettate, né finanziate». Poi Lorenzoni se la prende con le tasse. «La pressione fiscale pro-capite ha toccato un nuovo record storico che da 380 euro del 2005 è passata ai 761 euro del 2011, le entrate proprie da 543 euro del 2005 sono schizzate a ben 938 pro-capite del 2011, e l'indebitamento pro-capite è esploso da 374 euro del 2005 a 1569 del 2011».

Durante i lavori del consiglio Lorenzoni ha eccepito anche la corretta contabilizzazione dei residui in conto capitale che potrebbe aver falsato i risultati di chiusura del bilancio 2011. «La realtà è che il Comune si trova in una situazione finanziaria più che disastrosa - conclude Lorenzoni - basterebbe dire che al 31 dicembre 2011 la cassa comunale è rimasta a secco, tanto da costringere l’amministrazione a chiedere alla banca un'anticipazione di oltre 200.000 euro per far fronte alle spese più urgenti. Ormai tutti hanno capito che questi amministratori non hanno più entusiasmo, né capacità gestionale, di fatto sono senza idee, non hanno proposte, né intelligenze per progettare un futuro sostenibile per il territorio e per dare risposte soddisfacenti ai cittadini per tentare il rilancio di una ripresa necessaria, sapendo cogliere al volo le poche opportunità che le politiche a vari livelli propongono».

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