Il Tirreno

Versilia

Del Dotto al lavoro contro il “ribaltone”

di Gabriele Dini
Del Dotto al lavoro contro il “ribaltone”

Il candidato raduna la sua squadra per scongiurare l’”effetto Cima”. Il lavoro sulle frazioni e su Lido la chiave del successo

3 MINUTI DI LETTURA





CAMAIORE. Risvegliarsi da un bel sogno e scoprire che è tutto vero. Ma avere anche la forza di capire che la strada per arrivare alla meta finale è ancora lunga e difficile. Dopo la gioia di lunedì Alessandro Del Dotto sembra avere le idee chiare: la conquista di Camaiore non è ancora sicura e c’è da lavorare duro per evitare il paventato “effetto Cima”.

Mentre durante lo spoglio al quartier generale del centrosinistra arrivavano notizie di seggi conquistati, molti nell’entourage del giovane candidato pensavano già a cosa fare per compiere quell’ultimo passo (mancato al primo turno per circa 200 voti, ha sottolineato ieri mattina lo stesso Del Dotto) e scongiurare ciò che accadde nel 2002 quando il candidato del centrosinistra Riccardo Cima, nonostante il vantaggio, perse il ballottaggio contro Giampaolo Bertola.

«Pancia a terra e camminare - afferma Del Dotto mentre si prepara a una giornata di incontri e trattative - abbiamo lavorato tanto e non possiamo mollare adesso».

Uno dei primi incontri della giornata è con i membri dello staff che lo ha assistito in questa prima parte di campagna elettorale. Anche a loro fa parte del merito nel successo ottenuto da questo avvocato 31enne considerato un “outsider” nella politica versiliese.

I critici di Del Dotto lo vedevano troppo “educato” e poco incisivo per far breccia nei cuori dei camaioresi. E la sua campagna sembrava condotta con la “sordina”.Ma a quanto pare lui sapeva di avere importanti carte in mano.

Il “rottamatore” e il suo staff (composto da 10 persone tra le quali Ana Canceliere, Marcello Pierucci, Cristina Moriconi) hanno ingaggiato una squadra di giovani e tentato di nel tessuto sociale di due zone difficili per il centrosinistra come Lido e Capezzano.

Mentre attendeva il responso delle urne nella casa dei genitori, circondato da amici e parenti, del Dotto ha ripetuto continuamente. «Capezzano sarà fondamentale per il risultato finale». Poi ha aggiunto: «Capezzano e Lido non sono aree necessariamente di centrodestra I residenti vogliono solo concretezza in un momento di crisi come questo».

E Del Dotto ha lavorato alacremente in quelle zone andando a cercare, come spiega lui stesso «Mamme, nonne e persone in grado di trasmettere la voglia di cambiamento. Sono loro i veri opinion leader». A Capezzano ha ottenuto l’appoggio di una lista civica (e associazione culturale) ,“Progetto comune”, che ha raccolto molti consensi. La candidata più votata della lista è stata Marina Saba, figlia di Giuseppe Saba (ultimo segretario della Dc locale riacquistato alla politica e in grado di “parlare” ai moderati). «Abbiamo appoggiato Del Dotto perché è un volto nuovo - spiega Andrea Linfatici, uno dei fondatori del movimento».

Alessandro del Dotto si è anche speso per i balneari ai quali ha fornito assistenza legale nella battaglia contro la Bolkestein (e per la costituzione di un distretto turistico in Versilia). E che dire dell’idea disiglare il patto “fondante” della sua coalizione a Migliano, dimostrando di voler coinvolgere anche le frazioni di collina. Sono solo piccoli esempi di un lavoro faticoso, capillare e non sempre appariscente che a quanto pare, aiutato anche dalle difficoltà del centrodestra a livello nazionale, ha permesso di arrivare a questo exploit.

Ora arriveranno le trattative con FabioPezzini e la lista Alternativa per Camaiore. Da lì Del Dotto cercherà di ottenere quei voti che sono mancati a fargli conquistare il titolo di sindaco più giovane della storia di Camaiore, ruolo già ricoperto - sono strani i casi del destino - da Fabio Pezzini.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani