Del Dotto al lavoro contro il “ribaltone”
Il candidato raduna la sua squadra per scongiurare l’”effetto Cima”. Il lavoro sulle frazioni e su Lido la chiave del successo
CAMAIORE. Risvegliarsi da un bel sogno e scoprire che è tutto vero. Ma avere anche la forza di capire che la strada per arrivare alla meta finale è ancora lunga e difficile. Dopo la gioia di lunedì Alessandro Del Dotto sembra avere le idee chiare: la conquista di Camaiore non è ancora sicura e c’è da lavorare duro per evitare il paventato “effetto Cima”.
Mentre durante lo spoglio al quartier generale del centrosinistra arrivavano notizie di seggi conquistati, molti nell’entourage del giovane candidato pensavano già a cosa fare per compiere quell’ultimo passo (mancato al primo turno per circa 200 voti, ha sottolineato ieri mattina lo stesso Del Dotto) e scongiurare ciò che accadde nel 2002 quando il candidato del centrosinistra Riccardo Cima, nonostante il vantaggio, perse il ballottaggio contro Giampaolo Bertola.
«Pancia a terra e camminare - afferma Del Dotto mentre si prepara a una giornata di incontri e trattative - abbiamo lavorato tanto e non possiamo mollare adesso».
Uno dei primi incontri della giornata è con i membri dello staff che lo ha assistito in questa prima parte di campagna elettorale. Anche a loro fa parte del merito nel successo ottenuto da questo avvocato 31enne considerato un “outsider” nella politica versiliese.
I critici di Del Dotto lo vedevano troppo “educato” e poco incisivo per far breccia nei cuori dei camaioresi. E la sua campagna sembrava condotta con la “sordina”.Ma a quanto pare lui sapeva di avere importanti carte in mano.
Il “rottamatore” e il suo staff (composto da 10 persone tra le quali Ana Canceliere, Marcello Pierucci, Cristina Moriconi) hanno ingaggiato una squadra di giovani e tentato di nel tessuto sociale di due zone difficili per il centrosinistra come Lido e Capezzano.
Mentre attendeva il responso delle urne nella casa dei genitori, circondato da amici e parenti, del Dotto ha ripetuto continuamente. «Capezzano sarà fondamentale per il risultato finale». Poi ha aggiunto: «Capezzano e Lido non sono aree necessariamente di centrodestra I residenti vogliono solo concretezza in un momento di crisi come questo».
E Del Dotto ha lavorato alacremente in quelle zone andando a cercare, come spiega lui stesso «Mamme, nonne e persone in grado di trasmettere la voglia di cambiamento. Sono loro i veri opinion leader». A Capezzano ha ottenuto l’appoggio di una lista civica (e associazione culturale) ,“Progetto comune”, che ha raccolto molti consensi. La candidata più votata della lista è stata Marina Saba, figlia di Giuseppe Saba (ultimo segretario della Dc locale riacquistato alla politica e in grado di “parlare” ai moderati). «Abbiamo appoggiato Del Dotto perché è un volto nuovo - spiega Andrea Linfatici, uno dei fondatori del movimento».
Alessandro del Dotto si è anche speso per i balneari ai quali ha fornito assistenza legale nella battaglia contro la Bolkestein (e per la costituzione di un distretto turistico in Versilia). E che dire dell’idea disiglare il patto “fondante” della sua coalizione a Migliano, dimostrando di voler coinvolgere anche le frazioni di collina. Sono solo piccoli esempi di un lavoro faticoso, capillare e non sempre appariscente che a quanto pare, aiutato anche dalle difficoltà del centrodestra a livello nazionale, ha permesso di arrivare a questo exploit.
Ora arriveranno le trattative con FabioPezzini e la lista Alternativa per Camaiore. Da lì Del Dotto cercherà di ottenere quei voti che sono mancati a fargli conquistare il titolo di sindaco più giovane della storia di Camaiore, ruolo già ricoperto - sono strani i casi del destino - da Fabio Pezzini.
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