Il Tirreno

Versilia

Antiquariato in crisi, banchi in calo

di Luca Basile
Antiquariato in crisi, banchi in calo

Il vicesindaco Mori rileva: delle 33 concessioni che abbiamo rilasciato, ne sono rimaste sulla piazza solo 22

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PIETRASANTA. Il mercatino dell'antiquariato? Con ogni probabilità dopo la protesta di domenica scorsa degli ambulanti, abbandonerà la location decentrata di piazza Statuto per tornare nella sua location originaria, per intendersi piazza Duomo e strade limitrofe.

In realtà nessuna decisione e' stata ancora presa, ma la sensazione e' che l'amministrazione Lombardi, una volta concluso l'esperimento di spostare in via sperimentale la rassegna - ultimo appuntamento il 3 giugno – deciderà per riportare le bancarelle all'ombra del Duomo. Staremo a vedere. Nel frattempo non ci sta a passare per un amministratore poco incline al confronto, come da accusa di un gruppo di antiquari, il vice-sindaco Luca Mori.

«Ho il pieno rispetto delle posizioni di tutti e sono sempre disponibile, ma rimango basito dall'atteggiamento tenuto dagli ambulanti del mercato dell'antiquariato.

«La giornata di domenica scorsa, purtroppo non fa testo per una nostra valutazione, in quanto la mattina pioveva forte e molti concessionari erano impegnati in un altro evento di livello. Detto questo, è bene fare chiarezza e come più volte ribadito - spiega Mori - lo spostamento in piazza Statuto era e resta di carattere sperimentale. Avevamo previsto quattro edizioni di cui due straordinarie, per provare a rilanciare e ridare interesse e vitalità al mercato stesso.

«Dopo di che avremmo fatto delle valutazioni. In realtà c'è stato un no pregiudizievole a questa proposta: sono gli ambulanti che protestano che non hanno accettato il confronto, addirittura nella giornata del 25 aprile - prima data con il mercatino in piazza Statuto - si sono messi a raccogliere le firme alle 9.30 di mattina, senza aspettare l'esito della giornata.

«Una dimostrazione – spiega Mori - di ostruzionismo a prescindere, che non porta da nessuna parte. Ricordo che da quando sono assessore, ho organizzato numerose riunioni con gli antiquari, provvedendo inoltre al rilascio delle concessioni.

«Nessuno però mi ha tirato in ballo quando, di fronte ai debiti che molti di loro avevano , mi hanno chiesto di fare slittare i pagamenti.

«C'e' però un numero su cui riflettere: delle 33 concessioni rilasciate agli antiquari, ne sono rimaste 22 questo perché il mercatino nel centro storico, con i banchi dislocati a macchia di leopardo, non funziona.

«Dispiace che i sette o otto concessionari che hanno protestato ieri, e che posseggono una posizione ottimale nel centro storico, pensino unicamente al loro orticello. Valuteremo con gli uffici il da farsi – rilancia Mori - e con spirito costruttivo sono pronto a confrontarmi di nuovo con i diretti interessati, purché anche da parte loro ci sia la medesima disponibilità e non un atteggiamento di ostruzionismo come è avvenuto domenica scorsa».

A margine della sfortunata giornata di domenica, la segnalazione di un frequentatore del mercatino che si è sentita apostrofare in maniera poco simpatica: «Questa è una città di morti di fame».

La frase, riferita poi ad alcuni commercianti del centro, ha fatto ulteriormente crescere la tensione. Unico deterrente domenica scorsa la pioggia che ha calmato gli animi.

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