Sicurezza
Via quella cabina Enel dalla Passeggiata
Il comitato Regina Margherita mette insieme associazioni, cittadini e forze politiche in nome dei rischi per la salute
VIAREGGIO. «Noi quella super cabina Enel non la vogliamo». Più chiaro di così il messaggio non poteva essere formulato, intorno al tavolo della conferenza stampa al bagno “Felice”, in piena Passeggiata. Dove il comitato “Regina Margherita”, animato dall’infaticabile Giovanna Simoncini e dalle donne che la sostengono, ha messo seduti due consiglieri comunali del Pd (Leonardo Betti ed Antonio Nicoletti, con Chiara Romanini assente solo per motivi di lavoro), il presidente di Italia Nostra, Antonio Dalle Mura, il presidente del comitato Marco Polo, Marcello Ricci, anche in rappresentanza dei comitati ambientalisti della Versilia. E tanti altri soggetti interessati alla difesa dell’ambiente e della salute. «Riteniamo che le cabine-panchine Enel - spiegano i promotori della richiesta di rimozione - possano comportare rischi per la popolazione esposta, a seconda dei valori di campo elettromagnetici originati. Considerando che, a pieno regime, tali congegni produrranno, a nostro avviso, valori di campo sensibilmente più alti rispetto a quelli ora rilevati, già molto significativi». Perchè di queste nuove strutture, in Passeggiata, ne arriveranno altre. Ed i cittadini si chiedono quali valori di elettromagnetismo potranno produrre una volta che saranno tutte operative.
«Ma la Passeggiata ha davvero bisogno di tutta questa potenza?» è una delle domande formulate. «Chi sono i veri benificiari dell’iniziativa?», chiede Antonio Dalle Mura. Quesito al quale si aggiunge quello relativo al fatto che le cabine-panchine (per Enel non sono più, ma sopra si fanno veri e propri pic nic) sono «sperimentali» ad iniziare proprio da Viareggio.
Senza contare che, aggiunge Leonardo Betti, «per ammissione della stessa amministrazione comunale, la copertura in legno, facilmente apribile, dovrà essere rimossa ed è appena stata installata».
Dandy Frati fa il geometra ed è una voce attiva sui blog cittadini: «Il progetto, carte alla mano, non è stato rispettato. Così come non lo è stato il parere della Sovrintendenza». Parere per il quale le cabine avrebbero dovuto trovare posto nelle aiuole esistenti, opportunamente schermate dal verde e con una copertura inclinata, così da far defluire l’acqua piovana. «Chi ha sbagliato? Chi paga?».
Dal Movimento Cinque stelle, per voce di Enrico Santambrogio, analoga richiesta: «Rimuovere la cabina in Passeggiata ma anche quella in piazza Shelley. Ed avviare un’indagine epidemiologica sui danni che quest’ultima può aver provocato negli anni».
«Ma il sindaco che fa?»: domanda semplice ma efficace, quella di Vincenzo Santoro, medico ed esponente di Sel.
«La scelta dell’amministrazione comunale», aggiunge Marcello Ricci, «è stata davvero infelice. Si torni indietro subito».
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