I “Buoi” di Guidi saranno sistemati in piazza Garibaldi
FORTE DEI MARMI. “I Buoi” di Ugo Guidi, silente omaggio a quella che fu la molla economica da cui tutto nacque su questa spiaggia della Versilia, saranno inaugurati il prossimo 1 maggio, alle 18,30,...
FORTE DEI MARMI. “I Buoi” di Ugo Guidi, silente omaggio a quella che fu la molla economica da cui tutto nacque su questa spiaggia della Versilia, saranno inaugurati il prossimo 1 maggio, alle 18,30, in piazza Garibaldi, proprio a fianco del pozzetto.
Questa monumentale scultura sarà l'omaggio dei fortemarmini, all'artista di Vittoria Apuana, di cui ricorre quest’anno il centenario della nascita, ma intende anche proporsi come la testimonianza di quella che era l'attività lungo la Via dei Marmi, su cui i blocchi venivano trasportati proprio dai buoi dalle Apuane fino al pontile. Attività che è di fatto alla radice della nascita della stessa Forte dei Marmi.
In questi giorni "I Buoi" di Ugo Guidi sono ancora alla rifinitura nel laboratorio pietrasantino di scultura di Massimo Galleni, che ha ben interpretato lo spirito del Maestro rispettandone i criteri di lavorazione e che è stato determinante per la riuscita del progetto.
E anche il marmo bianco delle Cervaiole, quelle aperte da Michelangelo, è stato offerto con generosità dalla Henraux di Querceta.
Due buoi monumentali, dunque a segnare la storia di questo paese, ma quando nacque dalle mani di Ugo Guidi, nel 1975, questa coppia di buoi era in realtà di dimensioni molto più contenute e ciò nonostante riusciva ad esaltare bene la potenza, anche nel piccolo formato, di questi fieri animali colti nell'atto dello sforzo del traino.
Una monumentalità che oggi - spiegano gli esperti - verrà incrementata dalle dimensioni dell'opera in marmo. Va detto anche che Guidi, con la sua maturità artistica si era avvicinato a forme sempre più essenziali, che, pur prendendo spunto da immagini naturalistiche, venivano rilette e rielaborate in forme sempre più libere.
Così in questi "buoi" l'immagine è fortemente evocativa e la visione della coppia che nello sforzo si unisce quasi a diventare un unico corpo interpreta la realtà in modo nuovo. La potenza e la forza degli animali si leggono nella dilatazione dei volumi, nel dirompente turgore plastico si esaltano i contrasti cromatici dell'incidenza della luce sulle superfici.
Franco A. Calotti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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