Il Tirreno

Versilia

Porto, l’Autorità cambierà i confini

di Donatella Francesconi
Porto, l’Autorità cambierà i confini

Accordo politico sul nuovo organismo che la Regione intende istituire. Proposta di legge pronta per andare in consiglio

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VIAREGGIO. Via libera dalle commissioni regionali prima, sesta e settima alla proposta di legge numero 103 con la quale la Regione istituisce l’Autorità portuale regionale. Due gli organismi che la comporranno, una volta che le legge sarà passata dalla definitiva approvazione del consiglio toscano: il Comitato portuale e la Commissione consultiva. Del Comitato faranno parte il presidente della Regione che ne è anche il presidente, l’assessore regionale ai trasporti, il presidente della Provincia, il presidente della Camera di commercio. Nella commissioni consultiva siedono, invece, tre designati dalle associazioni sindacali maggiormente rappresentative, tre designati dalle organizzazioni imprenditoriali che operano nel porto, maggiormente rappresentative a livello provinciale nei settori economici interessati, due designati dalle organizzazioni del settore della pesca.

Rispetto alle versioni della legge circolate nei mesi scorsi, il ruolo della Capitaneria, autorità marittima statale, nel rapporto con la Port Authority, viene definito in una possibilità di partecipazione al Comitato portuale «con voto consultivo».

Nel confronto politico che dura ormai da oltre un anno (l’assessore regionale Ceccobao in tempi di elezioni provinciali 2011 aveva annunciato tempi di istituzione ben più brevi) ad avere la meglio è stato il Comune guidato dal sindaco Lunardini. Nelle premesse della bozza di legge che ha ottenuto l’importante via libera, infatti si legge: «In relazione alle necessità di definire in modo congruo i confini del demanio marittimo relativo ai porti nei quali è istituita l’Autorità portuale regionale, è affidato al Piano regolatore portuale il compito di individuare le aree non più funzionali alle attività portuali. L’applicazione di tale nuova disposizione risulta di particolare importanza per il porto di Viareggio, in considerazione della particolare conformazione ed estensione del demanio marittimo ad esso afferente, il quale attualmente include aree significative della città non specificatamente funzionali all’ambito portuale». Tra i “pezzi” di demanio portuale che sicuramente torneranno al Comune c’è, primo fra tutti, via Coppino. Dove potrà essere estesa, una volta effettuata la modifica al Piano regolatore portuale, la sosta a pagamento anche negli spazi fronte-banchine.

Per motivare la scelta di istituire un’Autorità per il porto di Viareggio (oltre che per quelli di Giglio, Porto Santo Stefano e Marina di Campo) nella proposta di legge si scrive: «Il livello regionale consente la programmazione e la progettazione egli interventi portuali in una visione strategica d’insieme necessaria per consentire il potenziamento e lo sviluppo della portualità toscana, nonché la razionalizzazione delle risorse in funzione dell’efficienza e della competitività del sistema.

A guidare l’Autorità portuale regionale sarà un segretario generale. Che non deve avere più di 65 anni , sarà in possesso di una laurea magistrale o equivalente «in discipline attinenti le competenze dell’Autorità portuale» e avrà «comprovata esperienza professionale almeno quinquennale in settori attinenti alle competenze della medesima Autorità».

Tra i nomi in corsa quello di Stefano Maestrelli, ingegnere e dirigente Asl Versilia, uomo Pd, già presidente della Viareggio porto. Ma da tempo si sa che la Regione avrebbe espresso la volontà di nominare in questa posizione una figura più tecnica e meno espressione “politica”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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