Il presidio
«Unità nazionale per superare la crisi»
L’intervento del segretario della Federazione versiliese del Pd, Alberto Corsetti
VIAREGGIO. «Quando si avvicina il 25 aprile, sento il bisogno di intervenire per condividere un apprendimento quasi genetico e per soddisfare la necessità di un dialogo tra donne e uomini liberi o ancor meglio "liberati"». È il messaggio di Alberto Corsetti, segretario del Pd versiliese: «Nasce tutto dalla convinzione - scrive Corsetti - che le questioni della libertà fossero state risolte, nei fatti, dalla vittoria sul fascismo e fossero state regolate nel modo più impegnativo ed esauriente con la definizione della Costituzione repubblicana. Ma questo mio bisogno di comunicare sorge anche dalla necessità di un'analisi sul tema della libertà sostanziale contro la libertà giuridica o formale, della libertà popolare contro le libertà borghesi o di chi è più forte. In sostanza, mi viene voglia di riprendere il tema della riduzione del concetto di libertà rispetto al potere, cioè al potere di esercitare un diritto altrimenti astratto e per un altro verso il tema che nega che ci sia un valore della libertà intesa come semplice "non impedimento". Dobbiamo riaffermare il principio universale ed attuale (perché è proprio nella contemporaneità che viene spesso violato) che qualunque sia la classe dirigente che tenga le chiavi del potere centrale e locale, essa non governi dispoticamente e totalitariamente, ma assicuri all'individuo una sfera, costituzionalmente stabilita, di attività non controllate, non dirette, non ossessivamente regolate da chi è in condizioni di vantaggio. Ed è proprio mentre festeggiamo il 25 aprile, che dobbiamo riflettere intimamente su quanto stiamo facendo, noi democratici, in termini di garanzia dei diritti di libertà e uguaglianza, di garanzia pubblica rispetto ai poteri privati, di pluralità del dibattito politico, di tutela delle minoranze e di distinzione degli organi dello Stato al servizio del principio di imparzialità».
Partigiani e padri costituenti - ricorda Corsetti - «ci hanno lasciato il testimone della causa per l'uguaglianza, la giustizia e il progresso sociale. In questa direzione, il Pd esprime sempre un naturale senso della misura, una costante predisposizione al confronto costruttivo, al rispetto delle istituzioni e alla considerazione dell'interesse comune prima che di quello di parte. L'approccio partigiano, naturale in chi fa politica, è qualcosa di cui ci siamo spogliati, solo in certe fasi particolari della vita del Paese, in nome di una visione più ampia. Sono convinto che molti cittadini, condividano questo orientamento e ultimamente ne abbiano anche avvertito la temporanea necessità. La moderazione e il senso di unità nazionale oggi ci appaiano come il giusto prezzo per superare un periodo difficilissimo, di enorme cambiamento che noi democratici stiamo affrontando in modo credibile, per tornare a governare veramente, consapevoli che i nostri partigiani ci hanno lasciato una grande eredità».
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