Il presidio
Carli contro Fillea «Nessun affidamento all’esterno dei lavori»
Lite sull’affitto della linea di taglio. La società: il capannone non ci serve più, c’è un nuovo laboratorio all’avanguardia
QUERCETA. Il primo obbiettivo è riportare l’azienda al tavolo delle trattative. «Tenteremo di trovare un accordo», afferma Loenardo Quadrelli segretario della Fillea Cgil. Anche se le probabilità di un dietrofront da parte dell’amministratore delegato - Paolo Carli - e dei suoi soci sull’affitto di una porzione dello stabilimento Henraux di Querceta a una piccola azienda del marmo, sono esigue. Se non altro perché Henraux smentisce che l’operazione avviata - e inserita nel piano industriale presentato 4 mesi fa ai dipendenti e ai sindacati - sia una esternalizzazione della produzione.
Il sindacato Fillea Cgil, comunque, ci prova. E giovedì in assemblea con i lavoratori ribadirà «il no all’esternalizzazione delle attività produttive della Henraux». Perché il rischio, per il sindacato «non è solo perdere, affidando a terzi, un pezzo di azienda, ma farsi sfuggire l’occasione di lavorare su commesse importanti, lasciando ad altri la produzione e, al contempo, determinando degli esuberi di personale in Henraux». In ballo ci sarebbero tra sei e 12 posti di lavoro: quelli della linea di taglio, appunto.
Il timore diffuso è che chi comincerà, già nei prossimi giorni, a lavorare nel capannone della linea di taglio lo farà anche per portare a termine la maxi commessa (da 15 milioni) che sul finire dello scorso anno Henraux ha avuto dalla Exxon Mobil del Texas per la realizzazione della nuova sede del colosso petrolifero americano. Una situazione che, per il sindacato, sarebbe inaccettabile. «Nessuno contesta il fatto che Henaux abbia investito molto in questi anni - spiega Quadrelli - soprattutto nei macchinari. E sappiamo anche che presto partiranno i lavori per l’area espositivo-museale in Henraux. Ma il loro valore sarà prevalentemente promozionale e non produttivo. A noi interessa salvaguardare la produttività dell’azienda e con essa i posti di lavoro anche perché è su queste basi che si giustifica l’autorizzazione in deroga relativa alla cava delle Cervaiole».
Ma sono proprio queste le affermazioni che l’azienda, tramite l’amministratore delegato, Paolo Carli, contesta con forza. «Non c’è alcuna esternalizzazione» afferma. E cita in proposito gli interventi realizzati in azienda negli ultimi tempi. «È stato realizzato un nuovo laboratorio tecnologicamente all’avanguardia - afferma l’amministratore delegato della società seravezzina - dove sono già impiegati tutti i lavoratori del capannone rimasto vuoto perché non ci serve più e che quindi abbiamo deciso di affittare». Il volume degli investimenti sul laboratorio rappresenta «un investimento sulla qualità» precisa Carli. E si traduce nella volontà dell’azienda di crescere. Segnali in questo senso arriverebbero anche da altri fronti. A cominciare dal confronto, a quanto pare già avviati, con l’amministrazione comunale, per dar seguito - tramite un piano attuativo così come prevedono le norme regionali - alle previsioni di ampliamento e riqualificazione del sito produttivo di Querceta inserite nel regolamento urbanistico del Comune di Seravezza.
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