Il Tirreno

Versilia

Tubo misterioso, indaga la Procura

di Donatella Francesconi
Tubo misterioso, indaga la Procura

Aperto un fascicolo dopo l’informativa inviata dalla Capitaneria che ha raccolto l’allarme lanciato dai cittadini

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TORRE DEL LAGO. Tubo di via Cimarosa, con relativo scarico nel canale “Le Quindici” ( e di lì al Massaciuccoli): dopo la denuncia del comitato cittadino “Salviamo Viareggio” raccolta dal “Tirreno” la Procura di Lucca (pm Lucia Rugani) ha aperto un fascicolo, delegando le indagini alla Capitaneria di porto guidata da Pasquale Vitiello. Che ha saputo mettere insieme un gruppo di giovani ed esperti ufficiali particolarmente attenti alle questioni ambientali e alla qualità delle nostre acque.

Acqua gialla, maleodorante: il tubo, monitorato dai cittadini, per parecchi giorni ha dato questo risultato, La Capitaneria, informata di quanto avvenendo, ha messo a verbale le informazioni raccolte dai cittadini e documentate con foto e video e ha inviato un’informativa alla Procura guidata da Aldo Cicala. E non solo: la guardia costiera ha effettuato in proprio un primo campionamento delle acque. Tornando poi sul posto insieme ai tecnici di Arpat. L’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, ai primi aprili, ha reso noto che lo scarico era oggetto di sopralluoghi Arpat fin dal 14 dicembre 2011. Sopralluogo in seguito al quale l’Agenzia ha chiesto al Comune di Viareggio «la planimetria delle fognature bianche della zona». Planimetria che gli uffici del Comune hanno inviato ad Arpat solo il 24 febbraio 2012. Una volta appurato che da quel tubo devono uscire solo acque meteoriche, il 30 marzo Arpat è tornata a scrivere agli uffici comunali di competenza, al Parco, alla Provincia, alla autorità di bacino per «evidenziare come si ritenga opportuno che venga attivato da parte del Comune stesso un monitoraggio delle acque che risiedono nella stazione di sollevamento che le tratta prima che queste vengano immesse nello scarico in questione e quindi nel canale». Questo perché non è da escludere - così concludeva Arpat - che le stesse acque possano essere «contaminate».

Va detto che, a parte la Capitaneria di porto, nessun altro Ente del territorio chiamato in causa da Arpat, si è posto il problema di dare risposte ai cittadini. Né a parole e tantomeno con qualche provvedimento. Dal Comune (assessore all’ambiente il torrelaghese Athos Pastechi e assessore ai rapporti con il Parco l’altrettanto torrelaghese Antonio Tedeschi) non abbiamo ascoltato una parola. E tantomeno dalla Provincia. Il cui assessore all’ambiente, Maura Cavallaro, da troppo tempo tace sulle questioni ambientali viareggine. Tanto che, sollecitata dal “Tirreno”, sui troppi interrogativi ancora aperti in merito ai lavori di bonifica delle Carbonaie, ancora non ha mai risposto.

Da ultimo, è bene ricordarlo, neppure l’Ente Parco del neopresidente Fabrizio Manfredi ha ritenuto di intervenire sulla vicenda dello scarico misterioso.

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