Suolo pubblico: raddoppio e cauzione obbligatoria
Albergatori furiosi: le promesse del Comune non si trasformano in realtà Ed in barba agli accordi presi i commercianti pagano la Cosap con l’aumento
VIAREGGIO. Suolo pubblico raddoppiato, è la voce degli albergatori che si fa sentire con parole forti: «La questione Cosap - scrive la presidente, Beatrice Taccola - è gravissima ed inaccettabile. Le promesse di questa Giunta si avvicendano e si ammucchiano senza che alcuna si trasformi in realtà di fatto».
Taccola torna indietro nel tempo, all’inizio della trattativa con l’amministrazione Lunardini: «È necessario spiegare cosa è successo: la Giunta nel 2011 approva un aumento pari al 100% delle tariffe sul suolo pubblico, in un momento in cui è impossibile per le aziende sostenere un simile carico. A marzo scorso un incontro plenario con le categorie, l'assessore Antonio Cima e il dirigente della Patrimonio, finalmente ci tranquillizzava: le tariffe avrebbero subito solo l'aumento pari all'Istat 3.2%, ci sarebbe stata un' apprezzabile differenza tra stagionali e annuali (del 30%) e da lì a poco sarebbero iniziati i controlli ispettivi sul territorio».
Da lì in poi, quello che è accaduto, è tutto nella protesta che si leva dagli albergatori: «La Patrimonio - continua Taccola - di fatto non ha mai recepito la rettifica sulle tariffe». Ecco dunque spiegato l’arrivo delle cartelle con l'aumento del 100% e con un carico in più: un deposito infruttifero pari alla prima rata Cosap da versare immediatamente a garanzia del corretto uso della concessione».
È quella “cauzione” denunciata in consiglio comunale dal presidente Paolo Spadaccini (vedi scheda in questa pagina) come novità dell’anno più nero per economia, stipendi e guadagni. «Da qui - prosegue la protesta degli albergatori - inizia il balletto delle promesse mai mantenute: non v'è alcuna approvazione sulle tariffe, né alcuna delibera firmata dalla Giunta. Ed intanto si deve pagare; non si può tornare indietro e chiedere semmai l'uso del suolo "stagionale" perché nel frattempo le ispezioni hanno fatto il loro corso e fotografato tutti i suoli in uso. Una eventuale trasformazione in concessione stagionale farebbe ricadere sull'azienda una colpa di abusivismo con multa pari al 300% per i giorni occupati. La volontà di pagare pertanto la differenza tra stagionale e mesi occupati tra gennaio e aprile non serve a niente».
Tutto ciò - così le parole di Beatrice Taccola - «è inaccettabile, sporco e ha il sapore del premeditato. C’è stato un nuovo consiglio ma è certo che la questione non è stata nemmeno presa in considerazione. Si sommano i soprusi appena dopo l'esperienza della Tia che meriterebbe una discussione a parte. Cosa dire a tutte le imprese che si aspettano almeno chiarezza? Non ci ricordiamo in tutti questi anni di aver mai vissuto simili situazioni così ingarbugliate, per le quali è indispensabile tenere sempre la guardia alta nel tentativo di evitare l'ennesima fregatura».
Alla fine di marzo erano state Ascom e Confesercenti a ricordare al sindaco gli impegni presi: «A seguito dell'accordo intercorso, tra amministrazione ed associazioni di categoriaraggiunto alcune settimane fa, si era stabilito che non vi sarebbe stato nessun aumento, per il 2012, relativo alla Cosap. I contenuti di tale accordo, dovevano essere recepiti ed approvati dal consiglio comunale, cosa non ancora avvenuta. Si richiede un incontro urgente per affrontare queste problematiche e per la eventuale sottoscrizione di un protocollo di intenti tra amministrazione ed associazioni di categoria, in merito alla tariffa della Cosap e più in generale sull'occupazione del suolo pubblico». Il reality dell’inutile crisi politica ha portato ai commercianti le bollette Cosap con tanto di aumenti in bella vista.
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