Il Tirreno

Versilia

Panchine-centraline Enel Forse è meglio non sedersi

di Donatella Francesconi

La lettera di Arpat a sindaco e Asl: emissioni inferiori ai limiti in Passeggiata ma superiori ai valori comunemente presenti in ambiente urbano

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VIAREGGIO. Ambiente e salute: due temi che sempre più mobilitano i cittadini. Soprattutto in una Versilia che detiene il macabro primato di morti per tumori. L’ultimo comitato nato è quello di “Viale Regina Margherita”: centinaia di firme raccolte, su iniziativa principalmente di un gruppo di donne capitanate da Giovanna Simoncini, per chiedere la rimozione del manufatto in legno spuntato davanti al bagno “Felice”. Quella che sembra una innocua panchina è, invece, una maxi centrale elettrica al servizio della Passeggiata. Che raccoglie le vecchie centraline del salotto buono della città. Una maxi centrale sulla quale le persone si siedono, i bambini giocano, c’è chi allestisce improvvisati pic nic. Il Comitato ha chiesto con quanto fiato hanno in gola i suoi componenti rassicurazioni sulla non pericolosità delle emissioni. Appoggiato da un latro comitato di cittadini, quello del Marco Polo, guidato da Marcello Ricci. al quale è arrivata la risposta ufficiale di Arpat (Agenzia regionale per la protezione ambientale). La dottoressa Barbara Bracci, responsabile del settore “Agenti fisici” di Arpat ha scritto a sindaco, Asl e allo stesso Ricci che aveva presentato un esposto: «Sebbene i valori misurati siano ampiamente inferiori ai limiti previsti si sottolinea come essi risultino comunque superiori a valori comunemente presenti in ambiente urbano. nel rimettere all’Azienda sanitaria locale la valutazione degli effetti sanitari sull’esposizione all’induzione magnetica, si segnala comunque l’inopportunità di un’esposizione inconsapevole determinata dall’uso delle panchine».

Insomma, quelle strutture - sottolinea il comitato “Viale Regina Margherita” - tutto sono fuorché sicure.

Il 7 marzo una delegazione dei cittadini aveva incontrato in Municipio il sindaco, l'assessore ai lavori pubblici Roberto Bucciarelli e alcuni dirigenti regionali dell'Enel. La necessità della cabina, a detta dei tecnici, era dettata dall’ obiettivo di garantire una maggiore fornitura elettrica ai locali. I rappresentanti di Enel, nell’occasione, avevano fornito - spiegava una nota del Comune - «la documentazione che attesta la sicurezza di questi impianti, non nocivi per le persone e dalle emissioni del tutto trascurabili, comunque ampiamente al di sotto dei limiti di legge». Di spostarle, però, aveva detto Bucciarelli non era proprio il caso: secondo i calcoli Enel - spiegarono sindaco e assessore - «costerebbe circa 100mila euro». Di queste maxi centraline ne sono previste altre quattro. Dopo il parare di Arpat e l’attesa decisione dell’Asl, alzi la mano che si sente ancora di difendere questa scelta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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