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Versilia

Morto in ospedale, 40 giorni per l’esito dell’autopsia eseguita ieri pomeriggio

Morto in ospedale, 40 giorni per l’esito dell’autopsia eseguita ieri pomeriggio

Buzzigoli: infezione subentrata dopo che ha ceduto una sutura L’attrezzatura utilizzata nell’intervento è già stata smaltita tra i rifiuti speciali

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VIAREGGIO. «È stata eseguita nel pomeriggio di ieri all'obitorio dell'ospedale Versilia l'autopsia sul corpo di Bruno Marcello Manfredi 77 anni, il pittore viareggino deceduto in seguito al distacco di punti di sutura dopo un intervento chirurgico all’intestino. Ulteriori indagini saranno svolte sui tessuti (sono state asportate parti di colon pancreas), e i risultati sono attesi tra una quarantina di giorni. Ieri il pm Antonio Mariotti, al termine dell’autopsia, ha restituito il corpo ai familiari per i funerali.

Sul caso della morte di Manfredi la Procura ha aperto un’inchiesta che sta avendo ampia risonanza in tutta Italia e che ha portato Mariotti a firmare 37 avvisi di garanzia per 24 medici del Versilia (anestesisti e chirurghi) e 13 dipendenti della multinazionale “Johnson&Johnson) che ha fornito la suturatrice meccancia utilizzata per dare i punti durante l’operazione alla quale è stata sottoposto l’anziano viareggino. «La suturatrice utilizzata per l’intervento - ha ricordato ieri sera in tv il primario di rianimazione, Stefano Buzzigoli, anche lui destinatario dell’avviso di garanzia (lo strumento che garantisce la piena possibilità di difendersi) - non è stata posta sotto sequestro dalla Procura poiché gli strumenti sono monuso e quella era già entrata nel ciclo dello smaltimento». Ne sono state sequestrate altre due, uguali . Per capire come mai siano saltati i punti dati internamente nel corso dell’intervento cui è stato sottoposto Marcello Manfredi. Buzzigoli, che nel fare riferimento al gran numero di avvisi di garanzia emessi dal pm Mariotti ha parlato di «retata» conferma che a causare «la grave sepsi» che ha stroncato la vita a Manfredi è stata «una sutura che ha ceduto».Provocando la gravissima peritonite alla quale i medici si sono trovati di fronte quando hanno riaperto l’addome dell’uomo il 13 marzo scorso, ad un giorno di distanza dal primo intervento chirurgico. A quel punto, però, l’infezione aveva «devastato l’addome» attaccando tutti gli altri organi, come spiega il primario di anestesia. Manfredi «un uomo nel complesso sano, al di là della patologia accusata», come spiega Buzzigoli, è morto dopo 14 giorni di ricovero in rianimazione dove è arrivato in condizioni per le quali non c’era più niente da fare.

Donatella Francesconi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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