Italia
«Io ho perso mia madre ma difendo i medici»
VIAREGGIO. «Anche mia madre è entrata in ospedale per un intervento di ruotine ed è morta perché la sutura non si è cicatrizzata. Ma difendo la professionalità degli operatori sanitari del Versilia,...
VIAREGGIO. «Anche mia madre è entrata in ospedale per un intervento di ruotine ed è morta perché la sutura non si è cicatrizzata. Ma difendo la professionalità degli operatori sanitari del Versilia, soprattutto di rianimazione».
Annalisa Buselli ha perso la madre Marcella un anno fa, per un caso simile a quelli emersi in questi giorni. E dopo aver letto i giornali ha deciso di scrivere una lettera al Tirreno.
«Mia madre, 75 anni ben portati, dopo un intervento di routine per l’asportazione di un polipo al colon, ha avuto una peritonite per deiscenza dell’anastomosi, cioè come per l’ultimo paziente deceduto. Ma la sutura non si è cicatrizzata, nonostante nel caso di mia madre fosse stata eseguita a mano e lei non presentasse nessun fattore di rischio aggravante della suddetta possibile eventualità».
«La conseguenza è stata uno shock settico multiorgano, una patologia gravissima dalla quale è difficile sopravvivere e dopo un mese di sofferenze la mamma è morta. Anche io desidero spiegazioni su quanto è accaduto, è nel mio diritto cercare eventuali responsabilità che sicuramente esistono, ma certamente precedenti al suo ingresso in rianimazione. Lì mia madre ha ricevuto moltissime amorevoli cure, è stata seguita giorno per giorno, ora per ora, minuto per minuto. Il dottor Stefano Buzzigoli e tutti i suoi collaboratori del reparto rianimazione si sono prodigati con estrema competenza e tanta umanità, cercando di fare tutto il possibile».
«Loro svolgono, secondo me, il compito più difficile e delicato sia col paziente, che quasi sempre è in gravissime condizioni, sia con i familiari che si trovano improvvisamente proiettati in un vortice di disperazione. Non dimenticherò mai quello che provavo nell’attesa che si aprisse la porta dei colloqui con i medici rianimatori per l’ultimo bollettino medico. Per questo sento il bisogno ancora una volta di ringraziarli tutti attraverso questo giornale, certa che un “avviso di garanzia” non toglierà loro il coraggio, la determinazione e il desiderio di mettercela tutta nello svolgere il loro delicato e prezioso lavoro, con l’umiltà, la professionalità e l’etica che da sempre li contraddistingue».
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