Il Tirreno

Versilia

Morto al Versilia, domande al Ministro

di Donatella Francesconi
Morto al Versilia, domande al Ministro

Interrogazione di 12 parlamentari del Pd, capitanati da Granaiola. Alla Procura stanno arrivando telefonate da tutta Italia

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VIAREGGIO. Stanno arrivando segnalazioni da tutta Italia, alla Procura di Lucca (guidata da Aldo Cicala) di casi analoghi, o riconducibili ai fatti che hanno portato alla morte di Marcello Manfredi, 77 anni, ricoverato all’ospedale Versilia, o che comunque possano far sorgere un dubbio che altrove possa essere accaduto qualcosa di simile. Ed altri esposti stanno per essere presentati in queste ore ancora per decessi accaduti al Versilia.

Intanto, però, la Commissione parlamentare di inchiesta sull'efficienza e l'efficacia del Servizio sanitario nazionale, presieduta da Ignazio Marino (Pd), su sollecitazione dei senatori Pd, Manuela Granaiola e Lionello Cosentino (capogruppo Pd nella stessa commissione), ha intanto avviato la procedura per l'acquisizione di tutta la documentazione medica dalla Asl Versilia e di quella giudiziaria dalla Procura di Lucca.

Oggi alle 14 è fissata l’autopsia sul corpo dell’anziano deceduto dopo essere stato sottoposto all’intervento chirurgico per l’asportazione di un tumore all’intestino. Operazione riuscita se non fosse che il giorno dopo l’uomo è subito peggiorato, tornando sul tavolo operatorio con una peritonite per la quale non c’è stato niente da fare. La Asl diretta da Giancarlo Sassoli ha subito puntato il dito sulle suturatrici meccaniche fornite dalla “Johnson&Johnson” che il 16 marzo, tre giorni dopo il secondo intervento subito da Manfredi, ha ritirato tre modelli diversi dal mercato. Precisando, in questi giorni, che il richiamo delle apparecchiature nulla ha a che vedere, nonostante la coincidenza temporale, con la morte del paziente al Versilia.

L’interrogazione. Per vederci chiaro dodici parlamentari Pd (Granaiola, Bassoli, Cosentino, Marino, Biondelli, Poretti, Bosone, Chiaromonte, Serafini, Amati, Donaggio, Perduca) hanno presentato un’interrogazione al ministro della salute sottolineando come i tempi per la segnalazione del problema creatosi «sono con tutta evidenza troppo lunghi se si è giunti al comunicato ufficiale del ministero stesso solo il 31 marzo. Tanto che tra la "richiesta urgente" della Johnson&Johnson di far sospendere "immediatamente" l'utilizzo di una macchina suturatrice e la comunicazione da parte del ministero della sanità di rimuovere dal mercato quel tipo di macchina, sono passati 15 giorni. L'accaduto è molto grave e pone un problema di più stretta vigilanza non solo sui farmaci ma anche sui dispositivi medici utilizzati per la cura dei pazienti o in caso di operazioni chirurgiche»,

I 12 parlamentari chiedono di sapere «quale sia stato l'iter effettivo e i tempi della comunicazione da parte dell'azienda produttrice e del ministero riguardo al ritiro immediato della suturatrice incriminata;se il modello di suturatrice ritirato sia lo stesso in uso all'ospedale Versilia; se e come il ministro intenda assicurare un sistema di tracciabilità e vigilanza per la messa in commercio dei dispositivi medici».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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