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Versilia

Canale, Arpat avvia le analisi sulle acque

VIAREGGIO. Qualità delle acque che vanno al mare da verificare dopo la moria di pesci dei giorni scorsi. Così, ieri mattina, l’Agenzia regionale per la tutela ambientale (Arpat) assistita dagli...

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VIAREGGIO. Qualità delle acque che vanno al mare da verificare dopo la moria di pesci dei giorni scorsi. Così, ieri mattina, l’Agenzia regionale per la tutela ambientale (Arpat) assistita dagli uomini della Capitaneria di porto, hanno posizionato sotto il ponte di Pisa un “Campionatore per macroinvertebrati bentonici” realizzato con lamelle di faesite - è stato spiegato - che entro un mese saranno colonizzate da larve di insetti e crostacei che, una volta prelevati dai biologi Arpat - saranno gli indicatori biologici di qualità delle acque «Tutto ciò che all’interno delle lamelle - ha spiegato il biologo di Arpat - viene riconosciuto e e dalla’analisi si ricava l’indice biologico».

Lo scopo dell’indice biotico esteso (questa la dicitura) è quello di formulare diagnosi della qualità di ambienti di acque correnti sulla base delle modificazioni nella composizione delle comunità di macroinvertebrati, indotte da fattori di inquinamento delle acque e dei sedimenti o da significative alterazioni fisiche dell’alveo bagnato.

Insomma, a seconda di quali “animaletti” si insedieranno sul campionatore e di come saranno le loro condizioni, capiremo la qualità delle acque del Burlamacca. «Si tratta - sottolinea la guardia costiera - della prima esperienza di questa tipologia di analisi in un corso d'acqua della provincia di Lucca. Tutto ciò a principale tutela del gran numero di persone, cittadini, pescatori e diportisti, che quotidianamente vivono e lavorano in prossimità del corso d'acqua che divide in due la città».

Nell’attesa dei primi dati, sono stati 350 i chili di pesce rimosso dopo la moria che Arpat ha imputato alla presenza, nelle acque dei canali che arrivano al Burlamacca, di un’alga che proliferando ha scatenato un virus che ha ucciso le specie ittiche.

Ieri mattina, mentre Arpat era sul posto. ad attirare l’attenzione degli uomini della guardia costiera è stata la scia biancastra che viaggiava in direzione mare e non sembrava avere fine. Forse detersivo, o forse uno scarico di altra natura. La domanda è inevitabile: siamo proprio sicuri che le acque del mare viareggino siano davvero e ancora da bandiera blu? (d.f.)

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