Il Tirreno

Versilia

Morto per i punti difettosi Ci sarebbero altri casi

di Donatella Francesconi
Morto per i punti difettosi Ci sarebbero altri casi

Non si escludono nuovi esposti per fare luce sui fatti precedenti Fissata venerdì l’autopsia per Marcello Manfredi, deceduto a fine marzo

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VIAREGGIO. È stata fissata per venerdì alle 14 l’autopsia sul corpo di Marcello Manfredi, 77 anni, morto all’ospedale Versilia dopo essere stato sottoposto ad un intervento chirurgico per l’asportazione di un tumore all’intestino. Ieri mattina, in Procura - davanti al pm Antonio Mariotti - si è svolta la formalizzazione dei periti, due per ciascuna delle parti coinvolte: i familiari dell’anziano deceduto, l’Azienda sanitaria che vede 24 dei suoi medici (chirurghi ed anestesisti) destinatari dell’avviso di garanzia, l’atto che consente la piena difesa, la multinazionale americana “Johnson&Johnson” che ha fornito alla Asl Versilia la suturatrice posta sotto sequestro dalla Procura di Lucca, guidata da Aldo Cicala.

Ma la data dell’autopsia non è l’unica novità che agita l’ospedale versiliese ed il suo reparto di chirurgia reduce da un non indolore accorpamento. Perché stanno spuntando nuovi casi per i quali si può fare l’ipotesi che sia accaduto qualcosa di simile, in parte o del tutto, a quanto accaduto a Marcello Manfredi. Casi di persone decedute dopo interventi chirurgici anche temporalmente ravvicinati a quello che ha portato al decesso del settantasettenne viareggino. Interventi che hanno visto i pazienti vittime di infezioni, oppure di punti saltati come la stessa Asl ha ammesso sia accaduto nel caso dell’operazione subita da Manfredi.

Le famiglie dei pazienti che non sono usciti vivi dall’ospedale si stanno rivolgendo ai legali, uno dopo l’altro. E non è escluso che sul tavolo di Mariotti o dei suoi colleghi arrivino altri esposti. I particolari dei casi spuntati in questi giorni saranno resi noti non appena gli avvocati avranno formalizzato gli atti necessari all’apertura delle indagini. Al centro delle quali c’è il documento che compare sul sito del ministero della sanità a firma “Johnson&Jonshon”: quell’ “Avviso di sicurezza urgente” datato 16 marzo che racconta il guasto dei tre tipi di suturatrici meccaniche che la multinazionale ritiene di «richiamare dal mercato» dopo che l’Asl Versilia ha attivato la procedura per la segnalazione del problema emerso quando, il 13 marzo, Marcello Manfredi torna in sala operatoria con una peritonite che non gli lascerà scampo dopo 14 giorni di ricovero in rianimazione.

«Esiste la possibilità - scrive la multinazionale - che si verifichi la rottura di un componente che potrebbe far sì che il dispositivo rimanga bloccato sul tessuto dopo lo sparo. Se il componente presenta questo problema il dispositivo non si apre né con il pulsante di rilascio né con la leva di rilascio azionamento manuale». È andata così nel corso dell’intervento chirurgico del 12 marzo che ha visto Manfredi entrare fiducioso in sala operatoria? Cartelle cliniche e indagini dovranno cercare la risposta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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