Entro tre mesi le motivazioni E il pm farà appello
Il processo Mallegni non può dirsi certo finito qui. La stessa difesa (vedi l’articolo in basso, con le dichiarazioni dell’avvocato Sandro Guerra) ha già deciso di andare avanti,...
PIETRASANTA. Il processo Mallegni non può dirsi certo finito qui. La stessa difesa (vedi l’articolo in basso, con le dichiarazioni dell’avvocato Sandro Guerra) ha già deciso di andare avanti, impugnando in Appello la sentenza per chiarire anche gli aspetti legati alle condanne. Ma lo stesso, e non potrebbe essere altrimenti, farà il pm Salvatore Giannino. Anche perché la Procura è uscita con le ossa rotte da questo pronunciamento del tribunale.
Entro tre mesi saranno depositate le motivazioni. E sarà un altro capitolo molto importante, perché in quello che sarà sicuramente un faldone si dovrà sviscerare ogni aspetto delle decisioni prese dai giudici di Lucca. Che hanno dovuto affrontare un dibattimento lungo, complesso, pieno di imputati e di testimonianze.
Il processo Mallegni, dunque, vivrà sicuramente delle appendici. E una di queste potrebbe riguardare l’ingiusta detenzione, che gli avvocati difensori potrebbero sollevare per gli arresti del 31 gennaio 2006. Provvedimenti che, di fronte a un impianto accusatorio quasi completamente smantellato, appaiono oggi difficilmente motivabili. È chiaro, comunque, che su questo punto dovranno pronunciarsi i giudici della Corte d’Appello. Una curiosità: si può chiedere una riparazione, così viene chiamata, anche piuttosto elevata. Il limite massimo, infatti, è di 517mila euro.
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