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31 gennaio ’06: stop al Mallegnismo
Tanta edilizia, una buona dose di guasconerie, il cipiglio di un leader
di Corrado Benzio
PIETRASANTA
C’era un bel sole sulla Versilia, quella mattina del 31 gennaio del 2006. Quelle classiche giornate di gennaio, tere, quando dal Gabberi si arriva a vedere anche la Corsica.
In pochi avevano invece imaginato il tornado che stava per abbattersi sull’amministrazione Mallegni e su parte dei maggiorenti di Marina, a partire dallo stesso Mallegni senior, padre del sindaco.
La Finanza fece la classica retata, con l’allora assessore Benedetti che fu costretto anche a passare dagli uffici, prima di prendere la Bretella per andare a San Giorgio.
Pietrasanta fu sconvolta da quegli arresti, decisi dal pm Domenico Manzione, fratello di quella comandante che era stata da poco rimossa dalla sua camera dopo un duro contrasto con lo stesso Mallegni.
La sera, per ironia della sorte, va di scena
la prima dello Sprocco, presentato da un assessore, l’Alessandrini, in bambola. Anche lui, infatti, era stato raggiunto da un avviso di garanzia e si trova a gestire una festa cittadina in un giorno di lutto per le istituzioni.
Il 31 gennaio il Mallegnismo finisce. I 4000 permessi ediizi, ma anche il guascone del busto di Mussolini, la città più pulita della Versilia, ma anche un territorio massacrato in nome degli affari e degli introiti delle concessioni che avrebbero reso Pietrasanta «più bella e più superba che prima».
L’elenco della Mallegnate è lungo, lunghissimo, compresa la camera da mille euro a Cortina per l’autista del Comune. Compresi incarichi per detective molto privati che devono insegnare ai vigili come estrarre la pistola.
Il cesarismo di Mallegni viene colpito duramente, ma non tramonta definitivamente.
Perchè dopo la custodia cautelare, Mallegni torna in Comune e governa per ben altri 4 anni.
Non solo governa, ma espande le proprie attività, soprattutto quelle alberghiere.
Ad un certo punto della giostra, anche lo stesso Alfredo Benedetti torna a palazzo comunale con una qualifica di supervisore dei lavori pubblici.
E’ talmente sicuro di sè che istituisce un fondo per aiutare gli ex galeotti. Come dire sono stato «a bottega» ma non me ne vergogno, perchè sono innocente .
Nel frattempo si sposa anche, con la donna che gli è stata vicina nella tragedia. Oggi questo lungo capitolo
della sua vita si conclude. Vedremo come.
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