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Articolo 18, salta lo sciopero Salov

Articolo 18, salta lo sciopero Salov

Prima indetto dalla Cgil e poi ritirato per un vecchio accordo Un’iniziativa analoga potrebbe tenersi lunedì

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VIAREGGIO. «L'articolo 18 non si tocca». Questo il messaggio che doveva passare ieri mattina con lo sciopero indetto dai duecento lavoratori della Salov. Sciopero che non si è tenuto a causa di un vecchio accordo sindacale aziendale che regola gli scioperi che vanno da una a due ore.

Una situazione di tensione che ha visto gli operai impossibilitati ad uscire dallo stabilimento in quanto l'orario dello sciopero non coincideva con l’inizio o la fine del turno lavorativo. Il tutto sarebbe stato accompagnato da possibili sanzioni disciplinari per chi avesse deciso comunque di scioperare.

L'appuntamento, fissato per le 11, nell'ultima frazione del turno di lavoro mattutino, aveva l'obiettivo di offrire visibilità alla protesta in una zona trafficata come la via di Montramito, con tanto di bandiere e striscioni e in concomitanza con una giornata che ha visto il Consiglio dei ministri approvare, “salvo intese”, il disegno di legge di riforma del mercato del lavoro, evitando la decretazione d'urgenza e lasciando aperta la possibilità che il Parlamento possa modificare il testo.

Obiettivo non centrato con la la Rsu che ha dovuto comunicare tramite i sindacalisti Cgil Paolo Bruni (segretario generale della Camera del lavoro locale) e Lino Giovannelli il rinvio dello sciopero, proclamando però lo stato di agitazione e il blocco delle prestazioni straordinarie.

«Questa è la prima volta che la Cgil nazionale proclama sedici ore di sciopero - spiega Giovannelli, segretario Flai Cgil provinciale - che saranno gestite in base alla lunghezza dell'iter parlamentare. Siamo contrari alle misure introdotte dal Governo Monti: questi provvedimenti penalizzano i loro diritti, andando a modificare un articolo fondamentale come il 18. La riforma non darà garanzie ai lavoratori ed avrà effetti negativi sugli ammortizzatori sociali che non offrirebbero nessuna certezza in un momento di crisi così pesante. Il Governo non sta facendo nulla per incentivare la crescita, non investe e taglia invece i diritti delle categorie più deboli. Noi non ci stiamo».

Una delle date possibili per il “recupero” è lunedì 26 marzo, giorno dello sciopero generale contro la riforma del lavoro indetto a Viareggio da Fiom e Fillea Cgil.

A breve la Rsu comunicherà modalità della protesta, che potrebbero vedere il coinvolgimento di altre aziende sindacalizzate.

Isotta Boccassini

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