Il presidio
Ex Salov, valutare bene il Piano attuativo
L’indicazione della Provincia che chiede la bonifica industriale dell’area destinata a commercio
VIAREGGIO. Sono arrivate, “fresche” di giornata, le osservazioni che la Provincia di Lucca ha presentato al Comune in merito al Piano di recupero degli stabilimenti ex Salov di via di Montramito, al posto dei quali è prevista la realizzazione di quattro edifici a destinazione commerciale. Sul Piano di recupero in questione, la Provincia - così come molti altri enti - è stata chiamata a dare il proprio contributo così come da procedimento di Valutazione ambientale strategica (verifica di assoggettabilità).
«Sotto l’aspetto propriamente urbanistico - spiegano gli uffici del Servizio tecnico, pianificazione territoriale e della mobilità della Provincia - il documento preliminare non provvede a valutare sufficientemente la coerenza del Piano attuativo con le previsione del Piano regolatore generale comunale vigente, né a chiarire quale sia l’area da assoggettare a Piano di recupero, né ad indicare le norme tecniche di attuazione del Prgc che sottopongono l’intervento al procedimento di Piano attuativo di cui all’articolo 59 della legge regionale 1/2005». Pertanto, la Provincia chiede che «sia verificata la conformità urbanistica del Piano attuativo. In assenza di tale conformità dovrà essere presa in considerazione la necessità di ricorrere ad una variante urbanistica di allineamento alle previsioni del Piano regolatore generale con il Regolamento urbanistico adottato in conformità del Piano strutturale».
Ma non finisce qui. Perché nell’area che si va a saturare di attività commerciali, sottolinea la Provincia, «dovranno essere esplicate e valutate le previsioni del Piano attuativo con le disposizioni del Dpgr 15/R, considerando altresì le limitazioni poste dal Piano strutturale per l’apertura di nuove strutture di grande distribuzione (articolo 79 del Piano strutturale).»
E non solo. Perché la Provincia chiede anche di «voler riconsiderare il progetto di Piano attuativo palesa possibili profili di incompatibilità con il Piano territoriale di coordinamento».
Palazzo Ducale, però, non esprime solo preoccupazioni per così dire “normative”. Ma ricorda come «il documento trasmesso ai fini della verifica di assoggettabilità metta in evidenza che il complesso esistente versa in uno stato pessimo di degrado, con la “presenza di materiali anche potenzialmente pericolosi per la salute umana”. Si segnala la necessità che durante la rimozione dei corpi di fabbrica sia effettuata la bonifica industriale delle strutture che costituiscono l’insieme dell’area industriale. E, altresì, sia verificata con le opportune indagini la necessità di eseguire la bonifica ambientale dell’area di sedime».
Nell’eseguire eventuali scavi sotto il livello della superficie piezometrica, infine, «dovranno essere valutati gli impatti riguardanti la salinizzazione dell’acquifero».
Donatella Francesconi
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