Caso Mussolini, ora si temono gli scontri
Annunciato un presidio per l’inaugurazione del monumento. Il sindaco: «Polemiche ridicole»
FORTE DEI MARMI. Rischia di essere a porte chiuse l’inaugurazione del monumento all’aviatore, scultura di Arturo Dazzi che è un omaggio a Bruno Mussolini (figlio del Duce) prevista per domenica 25 a Villa Bertelli. Pare che si stia preparando una sorta di presidio, tant’è vero che il sindaco Umberto Buratti si è già incontrato con le forze dell’ordine. È altamente probabile, se la manifestazione, alla fin fine, si farà, che arriveranno sia i sostenitori che i detrattori, i quali anche ieri hanno battagliato a lungo dialetticamente sulle pagine dei gruppi di facebook. Tuttavia, nelle ultime ore si sta facendo largo anche l’ipotesi che l’inaugurazione del monumento, in ultima analis, potrebbe anche essere fatta a porte chiuse con le sole autorità.
Nel frattempo Buratti si difende: «Non mi è mai passato, neanche per l’anticamera del cervello di commissionare un monumento all’aviatore che celebrasse Bruno Mussolini e tantomeno il padre, ma mi appariva sensato e costruttivo valorizzare una scultura che si intitola “L’Aviatore”, e che è di proprietà comunale, avendola ricevuta in dono, molti anni fa, dalla Grì, la moglie di Arturo Dazzi, assieme a molte altre».
Sotto pelle, tra una polemica e l’altra, comincia a covare anche il dubbio, che l’Aeronautica possa fare un passo indietro proprio in virtù di queste polemiche politiche: è infatti previsto l’arrivo a Forte, per l’occasione, del Comandante della 46a Aerobrigata, della Scuola Aeronautica di Firenze e quello della 1a Legione Aerea, con tanto di banda ufficiale al seguito. «Io penso che sia sempre sbagliato ideologizzare un’opera d’arte – continua il sindaco di Forte – e a tutti, soprattutto a sinistra, vorrei ricordare il bailamme che nacque, anni fa, a Pietrasanta quando l’amministrazione di centrodestra sfrattò la statua de “i Pugni di Cortina”. Fu un errore allora, sarebbe un errore oggi, tanto più che il nostro intento era semplicemente quello di radunare a Villa Bertelli tutte le opere di Arturo Dazzi in nostro possesso. Tantissime sono conosciute, questa era praticamente stata vista solo da pochi addetti ai lavori».
Non è preoccupato dalla piega che sta prendendo questa vicenda? «Sì - prosegue Buratti - perché vedo che ci sono tante persone, ognuna per il proprio tornaconto personale, politico o elettorale, che cercano di far emergere ora un aspetto, ora un altro, totalmente in contraddizione, e qualcuno forse spera magari che accada anche qualcosa di ben più grave». Come non bastasse c’è poi la storia della copia della scultura che è emersa in queste ore, e c’è qualcuno che sulla scia della notizia vorrebbe che quella autentica venisse collocata dentro la Villa, mentre per il monumento fosse utilizzata una copia. «A noi interessa soltanto l’originale – conclude – e abbiamo intenzione di utilizzare quella che è l’unica di nostra proprietà».
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