Il Tirreno

Versilia

Si spacca il fronte della lotta alle aste

di Matteo Tuccini
Si spacca il fronte della lotta alle aste

Balneari choc: nuovo scontro tra sindacati e Comitato a Marina di Carrara Il Sib è pronto ad espellere i “ribelli”: «Ormai sono alternativi a noi»

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INVIATO A MARINA DI CARRARA. Il fronte, logorato da mesi di battaglie e accuse reciproche, si spacca alla fine del convegno. L’ora di pranzo è scoccata da pochi minuti e la tensione ribolle nelle menti e nei cuori dei balneari, quando il Comitato No alle aste, per bocca di Emiliano Favilla, chiede di parlare. Ma il presidente del sindacato Sib Confcommercio, Riccardo Borgo, fa capire che il suo intervento non è in scaletta. E non ci sarà.

La temperatura sale, volano paroloni. Sembra che la Versilia affronti di petto il resto d’Italia. Tutto rimane a livello verbale, per carità; ma alla fine, quando Borgo viene preso da parte da alcuni colleghi, la voglia di sfogarsi è troppa: «Ora basta. Capisco la paura di perdere la propria azienda, ma loro (il Comitato, ndr) ormai sono alternativi a noi. Per carità, liberissimi di formare un altro sindacato, se lo vogliono: ma dobbiamo valutare la compatibilità di questi elementi». In parole povere: stiamo pensando all’espulsione.

Divisi sugli abusi. E sì che la giornata sembrava iniziata in maniera tranquilla, al convegno sul futuro degli stabilimenti organizzato dalle quattro sigle sindacali alla fiera Balnearia. Tutti gli interventi, coordinati dal presidente di Fiba Confesercenti Vincenzo Lardinelli, sono filati via lisci, anche tra gli applausi. Ma il bubbone era lì che covava. Ed è lo stesso Borgo ad ammettere che quel documento, redatto dai tecnici Piero Bellandi, Laila Di Carlo e Alessandro Del Dotto, che invita il governo a prevedere la revoca delle concessioni in caso di abusi edilizi precedenti o passati, gli è rimasto indigesto.

«Io sono assolutamente contrario agli abusi - dice - ma quella proposta di legge mi sembra una fuga in avanti: in pratica ci mette in croce. E poi non è vero che è stata presentata ai ministri dopo una consultazione con noi. Sarebbe stato meglio se lo avessero fatto». Insomma: quel testo è stato la classica goccia che ha fatto traboccare il classicissimo vaso. E ha riportato alla luce antiche tensioni interne che sembravano superate.

«Chiediamo i risarcimenti». Ma quali sono le strade per evitare la messa all’asta delle concessioni demaniali dal 1° gennaio 2016, cioè alla scadenza? Ieri nel convegno se ne è parlato pochissimo: dando forza a chi, nel Comitato, sostiene che i sindacati non sanno che pesci prendere. A precisa domanda, Borgo si mostra un po’ evasivo: «Prima di parlare di soluzioni voglio capire cosa mi dice il governo».

Per Lardinelli, che ha sempre battuto alcune strade per evitare la perdita della concessione (la sdemanializzazione su tutte, cioè il bagno compra parte della superficie dove ci sono locali, ombrelloni e sdraio) «non bisogna fossilizzarsi troppo sulle parole. La deroga o uscita dalla direttiva Servizi, va bene. Ma qualsiasi strumento che possa aiutarci è utile, in qualunque modo si chiami». Compresa, secondo i sindacati, la previsione di un risarcimento del valore commerciale dell’impresa, che il concessionario si vedrebbe assegnato in caso di perdita del bagno. E che scoraggerebbe molti a partecipare alle aste. Solo che di questa ipotesi i balneari non vogliono neanche sentir parlare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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