Il Tirreno

Versilia

Crolla la maschera del Napolitano dei fratelli Cinquini

Un po’ di paura tra le persone a bordo ma nessun ferito «Mai successo prima d’ora, stiamo sempre molto attenti»

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VIAREGGIO

“Ahi serva Italia di dolore ostello, nave senza nocchiere in gran tempesta”. Il verso di dantesca memoria che ha ispirato il carro di seconda categoria dei fratelli Cinquini sembra premonitore. Mancava poco ormai alla fine del settimo corso quando il tubo che sorregge il Presidente Giorgio Napolitano, arrampicato sulla bandiera italiana, si tronca, facendo crollare il capo dello Stato e con lui l’asta del vessillo tricolore e spezzando la testa di Monti affacciata al campanile sulla sinistra.

La costruzione “Garibaldi fu ferito” è stata così costretta a fermarsi ai box anticipatamente e ad uscire dal circuito. Fortunatamente nessun problema per spettatori e maschere, il carro è stato subito messo in sicurezza nei pressi dell’hotel Royal e poi condotto fuori dal percorso. I figuranti sono stati fatti scendere immediatamente dalla costruzione e, sul finire, sono stati accolti sul palco di piazza Mazzini mentre il carro veniva sistemato. «È una brutta situazione - commentano Umberto e Stefano Cinquini - e ci dispiace perché la prima cosa è la sicurezza. In trent’anni di lavoro non ci era mai successo». Rimane così senza nocchiere l’Italia divisa dai campanilismi dei fratelli della seconda categoria che non hanno potuto completare il giro ed hanno dovuto festeggiare all’uscita dai viali a mare. «All’inizio abbiamo temuto per i danni alle persone - affermano i Cinquini - ma fortunatamente non è stato colpito nessuno tra i passanti». Dopo sette corsi in cui non si era registrato alcun problema il tubo ha ceduto sul gran finale. «Non mi sento responsabile e non voglio neanche colpevolizzare nessuno - afferma Stefano Cinquini che si occupa più da vicino della struttura del carro - perché stiamo molto attenti su questo fronte e facciamo sempre i dovuti controlli. Purtroppo sono incidenti che capitano». La grande celebrazione sotto le stelle dopo i verdetti non è stata rovinata da questo spiacevole episodio ed anche i figuranti dalla piazza Mazzini sono potuti tornare sotto la costruzione per ballare e cantare al ritmo delle musiche del carro. «Non è stato bello concludere così - spiegano Stefano e Umberto - ma fortunatamente ci hanno tranquillizzato e detto che potevamo festeggiare con tutte le nostre maschere».

Martina Ambrogi

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