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Veolia lascia l’Italia: è stato di agitazione

MASSAROSA I lavoratori della Veolia /Tev, riuniti in assemblea a Pioppogatto, hanno preso atto delle decisioni di Veolia, comunicate ai sindacati in un apposito incontro presso l' associazione...

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MASSAROSA

I lavoratori della Veolia /Tev, riuniti in assemblea a Pioppogatto, hanno preso atto delle decisioni di Veolia, comunicate ai sindacati in un apposito incontro presso l' associazione industriali di Lucca. L'azienda, ha comunicato la ferma volontà di cessare l'attività in Versilia. Tale decisione rischia di compromettere il posto di lavoro dei 39 lavoratori attualmente alle dipendenze di Veolia. «Lo scenario - spiega una nota diffusa dopo l’assemblea - , è causato dalle difficoltà economiche in funzione delle disastrose scelte politiche in materia di igiene ambientale in atto in provincia di Lucca e dalla indeterminatezza delle istituzioni locali. L'assemblea, nel rimarcare , in questa fase, la richiesta all'azienda di evitare l'ampliamento del ricorso agli ammortizzatori sociali, «chiede con forza che le amministrazioni locali si pronuncino in tempi strettissimi sulle scelte che definiscano un futuro chiaro per l'impianto di Pioppogatto e di conseguenza la salvezza di tutti i posti di lavoro. Ciò nell'interesse dei lavoratori e di tutto il territorio versiliese e provinciale, che da questa vicenda rischia gravissime ripercussioni nella gestione dei rifiuti». L'assemblea ha dato mandato ai sindacati di «indire lo stato di agitazione e per chiedere un sollecito incontro con il Prefetto perchè oltre alle competenze dilLegge in materia di funzioni pubbliche essenziali, sia informato sui fatti e a sua volta possa informare il Governo e la Regione del grave stato in cui è giunta la situazione dell'impianto di Massarosa e la condizione dei lavoratori, dei quali, non dimentichiamo una parte è tutt'ora in contratto di solidarietà dopo la chiusura del termovalorizzatore di Falascaia. Dopo tale incontro, sarà convocata una nuova assemblea per definire ulteriori forme di lotta».

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