Viareggio rinasce con la festa ma non dimentica la strage
VIAREGGIO Coniugare il dramma vissuto dalla città il 29 giugno 2009 con la festa, i colori, la gioia non è facile. Riuscire a parlare, in un unico servizio di strage e carri di Carnevale con rispetto...
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Coniugare il dramma vissuto dalla città il 29 giugno 2009 con la festa, i colori, la gioia non è facile. Riuscire a parlare, in un unico servizio di strage e carri di Carnevale con rispetto e sincera vicinanza era forse una sfida. la Rai è riuscita a farlo. Un segnale da parte di cronisti che non dimenticano di trovarsi nella città delle 32 vittime per il deragliamento di un treno merci che trasportava gpl.
A confezionare l’omaggio alla città e il ricordo delle vittime è stato Alberto Severi. Pochi minuti di introduzione dedicati alla festa e a uno dei suoi temi portanti, che caratterizza diverse costruzioni: l’apocalisse, la profezia dei Maia sulla fine del mondo nel 2012.
Parlano le maschere. Soprattutto i viareggini. Finirà il mondo? Sarà l’ultimo Carnevale? Per gli intervistati assolutamente no. Infondo dall’inferno si va in paradiso, recita una delle più celebri canzoni del Carnevale. E dalle ceneri si rinasce tanto che uno dei carri, quello dei fratelli Bonetti, porta quest’anno sul lungomare proprio una splendida e coloratissima Fenice.
Ma rinascere non significa dimenticare. Così, interrogandosi su come i Maia immaginassero l’apocalisse, Severi parla di una esplosione. Scompare l’allegrica, lo schermo diventa meno e subito dopo appaiono le immagini di via Ponchielli in fiamme, di via Pochielli ricostruita, del monumento dedicato alle vittime della strage.
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