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«Corsi senza carri piccoli» Così il Carnevale di Volpe
La proposta: circuito più corto, tutto tra Cittadella e Città Giardino Sfilino solo le costruzioni grandi e si tornino a costruire i complessi
VIAREGGIO
È un fiume in piena, Alessandro Volpe, “cuore “ tecnico del Carnevale ed esponente dell’amministrazione Lunardini per la quale ricopre l’incarico di presidente della Viareggio porto. Il cielo grigio dell’ora di pranzo e la pioggia che per fortuna poi grazierà la sfilata, impongono una riflessione sul Carnevale del futuro.
«Ci vuole un circuito più corto per i Corsi, non c’è niente da fare. Bisogna fare i conti con il fatto che mettere in marcia una sfilata si spendono, quasi senza fare niente, 120mila euro».
Il circuito che Volpe ha in mente porta ben lontano da quello tradizionale: «Dalla Cittadella alla Terrazza della Repubblica. Una sorta di carnevalodromo, come in Brasile, e come da progetto che io stesso avevo presentato già qualche anno fa».
Una sifilata più corta, che non si sobbarchi più tutti i problemi legati al circuito della Passeggiata, e che avrebbe sicuramente bisogno di un rifacimento della Terrazza della Repubblica, che così com’è ora è impraticabile.
Taglio ai chilometri, nel ragionamento proposto da Alessandro Volpe, ma anche al numero delle costruzioni: «Dieci carri grandi e poi il ritorno dei complessi». Il giudizio di Volpe sulle costruzioni di seconda categoria è di quelli destinati a far discutere: «I carri piccoli - ricorda Volpe - nascono con il Carnevale internazionale nel periodo che va dal 1925 al 1940...Intorno agli anni Trenta arrivano i carri piccoli. Che nel tempo, però, sono diventati ibridi, scoppiazzature di quelli più grandi».
La ricetta vincente, secondo Volpe, è tornare alla formula carri grandi più complessi e tutto quello che ci può essere intorno per fare Carnevale: «Il complesso nasce nel 1948, commissionato dall’allora Comitato Carnevale ad Alfredo Morescalchi che nel 1932 aveva venduto le sue opere a Detroit, da grande scultore quale era. Il suo complesso era sempre lo stesso, di anno in anno: re Carnevale ed i dignitari di corte. Mascheroni grossi come il re che ora è alla rotonda della cittadella. Ci voleva molta più arte nel realizzarli, perchè presupponeva dei movimenti importanti. Ecco, io credo che il ritorno al complesso mascherato farebbe crescere il Carnevale dal punto di vista della qualità».
Provocazione o convinzione che sia, è impossibile non mettersi a ripensare la formula del Carnevale di Viareggio. Formula che non può essere solo questione di allungare il brodo per far tornare conti che rischiano di non quadrare davvero.
Mentre Volpe propone la propria idea, con tanto di tribune e festa spostate a Città Giardino, in tribuna d’onore qualcuno mette la pulce nelle orecchie dei giornalisti presaenti: si starebbe già pensando a d un “dopo Santini”. Sport che va di pari passo alle sfilate quello della “caccia” al successore appena il reggente sembra destinato a scivolare. Santini, interpellato, reagisce come Burlamacco gli ha insegnato. Togliendosi dalla tasca del giubbotto d’ordinanza la chiave del portone di Palazzo delle Muse e rilanciando: «Eccola, qui...Pensi che ci sia qualcuno oggi che la vorrebbe avere?».
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