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Versilia

Ristoranti in crisi nera Denuncia di un grossista

Ristoranti in crisi nera Denuncia di un grossista

L’imprenditore: ogni settimana la banca segnala assegni non riscuotibili Anche i sindacati lanciano l’allarme per stipendi non pagati e posti a rischio

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VIAREGGIO

«Ogni settimana è la stessa storia. Dalla banca mi tornano indietro decine di assegni che non possono essere pagati. Ristoranti e locali non hanno più liquidità per pagare: la situazione è drammatica». A parlare è il titolare di un’azienda di Viareggio che commercia pesce di Viareggio. La nostra fonte preferisce mantenere l’anonimato per non mettere in difficoltà i propri clienti. Ma racconta di ristoranti in grandissima difficoltà a pagare tanto i fornitori, quanto i dipendenti. E così ogni settimana nel suo ufficio - solo per lunedì scorso parla di una cinquantina di casi - si accumulano quegli assegni «impagati» che devono essere ripresentati in attesa che chi li ha firmati abbia a disposizione abbastanza denaro sul suo conto.

«Lavorare qui in Versilia ormai è diventato difficilissimo - racconta dopo aver effettuato una consegna a un cliente - le problematiche sono sotto gli occhi di tutti: non ci sono soldi in giro, le spese di gestione dei locali sono cresciute a dismisura, le tasse sono aumentate». L’imprenditore fa notare che anche locali di piccole dimensioni, per esempio, si ritrovano a pagare cartelle da migliaia di euro per la spazzatura. «E’un insieme di cose – continua – che sta paralizzando l’economia. I ristoratori hanno difficoltà ad andare avanti e così restano in arretrato anche nei pagamenti dei dipendenti, andate a sentire i camerieri e il personale delle cucine». L’imprenditore del settore ittico fa notare che già da qualche anno la crisi si fa sentire, ma che il livello di sofferenza durante questa invernata è salito a livelli di guardia. A peggiorare il tutto, ovviamente, gli aumenti regalati ai cittadini dal governo Monti. Così le difficoltà aumentano e vanno a colpire tutta la catena dell’economia: imprenditori, dipendenti e piccole imprese artigiane.

A confermare questa tendenza sono diversi dati, come l’aumento delle richieste di decreti ingiuntivi già segnalata nelle settimane scorse dal Tribunale. «Ma la strada del Tribunale non sempre è consigliabile - continua il fornitore - si rischia di affossare le attività in difficoltà. E di perdere definitivamente , o comunque per lunghissimo tempo, i soldi di cui si è creditori». Il trend negativo viene confermato anche dai sindacati che parlano di numerose aziende in difficoltà e di chiusure, anche clamorose, in arrivo. «Molti locali anche in Passeggiata – spiega Massimiliano Bindocci, segretario provinciale della Filcams-Cgil – non pagano gli stipendi e si preparano a chiedere la cassa integrazione per i dipendenti. Le amministrazioni locali devono rendersi conto di queste sofferenze e intervenire».

Gabriele Dini

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