Punta una pistola contro i poliziotti
Dopo aver danneggiato con un’ascia una barca ormeggiata minaccia con l’arma gli agenti che vogliono bloccarlo
VIAREGGIO
Prima ha preso a colpi d’ascia una barca ormeggiata in porto. Poi, agli agenti del commissariato intervenuti per cercare di calmarlo, ha puntato contro una pistola (successivamente risultata essere un’arma ad aria compressa) esplodendo un paio di colpi “dimostrativi” in aria. Alla fine Carlo Camilli, quarantaquattro anni, residente a Pontedera, se l’è cavata con un tuffo nelle acque gelide del porto dove è finito in seguìto ad una colluttazione con i poliziotti. Ma nei lunghi momenti di terrore in cui ha affrontato i poliziotti con la pistola in mano, l’uomo ha rischiato di scatenare una sparatoria dal quale difficilmente sarebbe uscito vivo.
Tutto è cominciato ieri mattina pochi minuti prima delle 10,30, quando Carlo Camilli - che in passato ha sofferto di disturbi psichici - senza alcun apparente motivo e armato di un’ascia ha cominciato a danneggiare una imbarcazione ormeggiata nei pressi della banchina di fronte ai nuovi cantieri Rossi, nella parte sud del porto. Naturalmente la cosa non è passata inosservata a chi, a quell’ora, si trovava nella zona. E’ così partita una telefonata allarmata al 113 nel corso della quale si segnalava la presenza di un tipo che dava in escandescenze. Nel giro di qualche minuto, sul posto è arrivata una macchina della polizia che si è avvicinata all’uomo - nel frattampo salito a bordo della barca a vela ormeggiata in banchina - nel tentativo di riportarlo alla calma. La vista degli agenti, però, non ha affatto tranquillizzato il Camilli. Che, anzi, ha estratto dalla tasca una pistola e minacciando di usarla contro i poliziotti (fra cui anche una donna). E’ in questi lunghi istanti che si è rischiato davvero che il movimentato episodio si trasformasse in tragedia. Malgrado l’arma puntata proprio contro la poliziotta, i poliziotti sono riusciti a tenere i nervi saldi e non aprire il fuoco. E questo malgrado l’uomo abbia anche esploso un paio di colpi in aria per dimostrare che l’arma era funzionante (anche se in realtà ad aria compressa). «Gli agenti hanno dimostrato grandissimo sangue freddo», ha poi raccontato Lorenzo Serafini, un pescatore che ha assistito alla scena.
Nel frattempo sono arrivate in porto altre tre volanti di rinforzo. Vistosi circondato, il Camilli ha perso gran parte della sua spregiudicatezza ed ha accettato un dialogo con i poliziotti. Approfittando di un attimo di distrazione, uno degli agenti gli è saltato addosso. Ne è nata una colluttazione che si è conclusa con l’uomo che è finito nelle acque gelide del porto. Ripescato dagli stessi agenti e trascinato in banchina, Carlo Camilli è stato caricato a bordo di una ambulanza del 118 ed è stato trasportato sotto scorta al pronto soccorso.
Finalmente scampato il pericolo, i poliziotti hanno perlustrato la barca a vela ormeggiata in banchina dove da qualche giorno l’uomo viveva. E qui hanno trovato un fucile ad aria compressa, un grosso coltello, alcuni taglierini di varie dimensioni nonché ventitré grammi di hashish. In virtù di quanto accaduto - ma tenendo anche conto dei problemi psichici del’uomo - il Camilli è stato indagato a piede libero per i reati di minaccia, danneggiamento, ricettazione e detenzione illecita di sostanze stupefacenti.
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