Il presidio
Mille euro se la carta non ha il bollino Ue
Partono i controlli dell’Asl su bar e ristoranti: le confezioni per alimenti devono essere certificate altrimenti c’è la multa
Il primo giro di controlli ha riguardato, l’anno scorso, la grande distribuzione. E, secondo quanto riferiscono dall’Asl, non sono emerse gravi irregolarità. Ma su bar, ristoranti, negozi di alimentari e così via, la campagna parte proprio in questi giorni.
Nel mirino degli ispettori dell’azienda sanitaria ci sono le confezioni di cibi e bevande. In gergo, si chiamano “Moca”: materiali ed oggetti destinati a venire in contatto con gli alimenti. Dalla carta per la pizza a taglio, al foglio che ricopre l’affettato o il pollo arrosto. Passando per i bicchieri e i piatti di plastica. «Ma anche - spiega la dottoressa Ida Aragona, responsabile della sicurezza alimentare e veterinaria dell’Asl 12 che coordina le ispezioni - i piani di lavoro e i coltelli usati dai commercianti».
Ebbene, secondo una normativa piuttosto antica (del 1970) tutto questo materiale deve essere corredato da una dichiarazione di conformità rilasciato dall’Unione Europea, che ne accerti il rispetto della sicurezza e della tracciabilità. In parole povere, assicura il consumatore che non si tratta di materiale comprato chissà dove. Con potenziale pericolo per la salute.
E chi non ha questa dichiarazione? Rischia una bella multa. Intorno al migliaio di euro, a quanto pare. Con la possibilità, secondo quanto afferma la dottoressa Aragona, che l’Asl provveda a dei campionamenti del materiale e del cibo per verificare che non ci sia stato un “passaggio” sospetto di sostanze.
«In pratica - spiega una nota di Cna - tutto ciò che entra in contatto con gli alimenti, soprattutto gli imballaggi, deve essere corredato da una dichiarazione scritta da parte dell’azienda fornitrice che attesti la conformità dei materiali alle norme applicabili e l’applicazione del regolamento Ce 2003/2006 relativo alle buone pratiche di fabbricazione. Nel caso di prodotti importati, la conformità dei Moca può essere rilasciata anche da una persona diversa dal produttore, come l’importatore».
Insomma, da parte dell’Asl arriva l’invito ai commercianti a fornirsi di questa documentazione, su cui l’Unione Europea - visti i casi di contaminazione verificatisi in alcuni Paesi - sta insistendo molto.
Chiedendo alle autorità sanitarie controlli sempre più serrati. Ma anche dalle associazioni di categoria arrivano indicazioni e consigli: sull’argomento la Cna ha preparato un seminario, che si terrà lunedì 20 nella sede della confederazione a Pietrasanta, rivolto proprio ai pubblici esercizi e alle imprese a carattere alimentare.
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