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“Canta” canzone ufficiale Rioni, trionfa il Varignano
Daniele Biagini (Festival di Burlamacco) vince il ballottaggio per il miglior brano Nella sfida fra le scenette la spunta Bobo Pasquinucci per la Vecchia Viareggio
di Francesco Borraccini
VIAREGGIO
“Canta” di Daniele Biagini è la canzone ufficiale del Carnevale 2012. Questo il verdetto del Teatro Politeama espresso dalla giuria giovedì notte, al termine del “Festival della Canzonetta dei Rioni”. “Canta” ha vinto il ballottaggio con “Fotografia”, cantata da Andrea De Nisco e Lorenzo Bigini scritta da Domenici-De Nisco-Biagini, che poco prima era stata eletta canzone vincitrice fra i rioni, e che grazie alla nuova formula che fa scontrare i vincitori del Festival di Burlamacco e quelli della Canzonetta dei Rioni, si fregia del titolo di brano ufficiale del Carnevale. Biagini è stato insignito del Premio in memoria di Giancarlo Bigazzi di nuova istituzione, mentre rimane anonimo il riconoscimento alla miglior canzone dei Rioni, per il veto della famiglia Valleroni verso l’utilizzo del cognome per il riconoscimento. Il miglior cantante è stato votato Lorenzo Fiorentino, in gara insieme a Valentina Lottini per la Vecchia Viareggio (Premio Anselmo Pulga), mentre miglior attore è stata votata Luciana Madrigali del Rione Marco Polo (Premio Gianni Lenci).
Questi i verdetti della manifestazione che ha aperto di fatto il Carnevale 2012, accolti con generale consenso anche dal pubblico presente. Gli “eterni secondi”, come amano definirsi simpaticamente De Nisco e Biagini, ce l’hanno fatta finalmente a salire sul gradino più alto del podio, ma hanno perso poi la sfida con l’altro Biagini e anche su questo risultato c’è poco da obiettare. Così come su quello delle scenette: la lotta punto a punto tra Vecchia Viareggio e Marco Polo ha favorito i primi, mentre più ampio è stato il consenso per il riconoscimento a Luciana Madrigali.
La scenetta della Vecchia Viareggio, scritta e interpretata da Bobo Pasquinucci, ha rappresentato una vera e propria novità: conteneva soltanto animazione con sottofondo musicale, senza che il protagonista dicesse una parola. La fantasia come motivo conduttore, che deve emergere da dentro di ognuno di noi per apprezzare la vita di ogni giorno: così, con qualche pennellata di colore, Burlamacco compie questo miracolo. Una proposta sicuramente sui-generis ma carica di effetto, partorita da quella mente geniale che è Bobo Pasquinucci.
Rimangono però delle grosse perplessità sulla riuscita della manifestazione. Saranno forse la grossa incertezza che regna intorno ai Rioni, con conferme e rinunce dell’ultim’ora, i tempi ristretti dati ai protagonisti per la realizzazione dei lavori, soprattutto per le scenette, un generale appiattimento dell’entusiasmo in città (a quattro giorni dal primo corso Viareggio non presenta simboli né di cartapesta né di colore in giro), ma la Canzonetta dei Rioni si è svolta in un clima freddo, con una marginale partecipazione del pubblico in sala (teatro non esaurito, e anche questo è un brutto segno), il quale oltretutto, palesando una generale mancanza di cultura verso lo spettacolo, ha iniziato ad abbandonare la sala ben prima della proclamazione della Canzone Ufficiale, nonostante che l’orario non fosse poi così impossibile (poco dopo mezzanotte e mezza). E’ stato un segno quasi di resa, di voler girare le spalle ad una manifestazione che con questa formula è arrivata al capolinea.
Apprezziamo il grosso impegno di Renzo Pieraccini e di tutti i suoi collaboratori, la bravura di Loris Marchi e Annarita Landi che hanno condotto la serata come meglio non potevano, ma lo spettacolo è stanco. C’è bisogno di idee nuove, di allegria, di folklore e di tornare a coinvolgere i Rioni e i loro componenti.
Stancano, ad esempio, i duetti Santini-Burlamacco già sentiti, i lunghi ed inutili siparietti con ospiti che sanno tanto di improvvisato, e tutto quello che non riesce ad arrivare all’anima degli spettatori presenti in sala. E purtroppo giovedì sera di queste situazioni ce ne sono state diverse. Chissà se attingendo a vari gruppi presenti in città (Carnevalari, compagnie dialettali, ecc.), fonti inesauribili di idee, e la maggior parte dei protagonisti di canzoni e scenette vengono proprio da lì, si riuscirebbe a dare una scossa ad un evento che è nel cuore dei viareggini, ma che in questo modo rischia di vedere il game-over molto presto, come per esempio è già successo per Un Regalo da Viareggio, tanto per citarne uno che ha tristemente chiuso.
Alla Fondazione Carnevale va il merito di crederci ancora e di investire fondi e risorse su questo Festival, ma riteniamo che ci sia bisogno di un bilancio serio e magari di qualche confronto di idee con le altre realtà che abbiamo citato precedentemente. E ora apprestiamoci a vivere il Carnevale 2012 con il solito spirito, con i migliori “in bocca al lupo” alla Fondazione Carnevale per una riuscita che scacci ogni polemica.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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