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Roberto Pucci: così vi spiego la mia storia

Roberto Pucci: così vi spiego la mia storia

L’ex segretario di Rifondazione è sotto inchiesta della guardia di finanza per la sua attività lavorativa

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Riceviamo e pubblichiamo da Roberto Pucci sulla sua vicenda giudiziaria.

«La vicenda oggetto delle comunicazioni della guardia di finanza è la stessa per la quale mi sono assunto tutte le responsabilità (quelle effettive non quelle dichiarate); è la stessa che mi ha visto collaborare con gli inquirenti; è la stessa che mi ha visto mettere a disposizione tutto quanto avevo per soddisfare gli eventuali danneggiati; è la stessa che mi ha fatto ritirare a vita più che privata. La novità consiste nel fatto che, la parallela indagine fiscale della Finanza, ritiene che la somma di 720mila euro ( e non 1.500.000 come si sosteneva circa sei mesi fa) peraltro oggetto di contestazione da parte del sottoscritto perché suscettibile di ulteriori consistenti riduzioni, che si dice “sottratta” dal 2006 al 2010 debba essere tassata come redditi diversi.

La questione è molto controversa e comunque sarà oggetto di accertamento da parte dell'Agenzia delle entrate e di opportuni ricorsi da parte mia alle varie Commissioni tributarie, solo alla fine di questo percorso ci sarà una conclusione, è quindi prematuro dare per scontate cose, fatti e giudizi ancora in essere.

Sempre a proposito di questa ultima notizia mi sorprende il numero di 50 clienti danneggiati (sono più di quelli a cui tenevo la contabilità) nonchè l'affermazione che non avrei avuto titolo a tenere le contabilità dei clienti stessi.

Ho sempre esercitato la mia attività come “tributarista” regolarmente iscritto, non mi sono mai spacciato per commercialista e mi sono limitato ad eseguire tutte le competenze che erano nelle mie possibilità, avvalendomi di altri soggetti per tutto quanto da me direttamente non “esercitabile”. Già 15 anni fa in seguito ad una lettera anonima ho subito un regolare lungo processo per “esercizio abusivo della professione” risultando assolto con formula piena.

Così come nell'ambito della perquisizione avvenuta il 23 giugno 2010 venne rinvenuta nel mio ufficio, da parte della guardia di finanza, quella che si riteneva un'arma. Per questo venni denunciato, processato ed assolto con formula piena. Naturalmente continua la “vigilanza” nei confronti di chi, approfittando, si inserisce o intende inserirsi senza titolo, o vantando crediti inesistenti in una sorta di “assalto alla diligenza”. Verso questi eventuali soggetti sono in corso e saranno da parte mia prese tutte le misure giudiziarie a tutela della verità dei fatti.

Dopo la perquisizione del giugno 2010 ho chiuso l'ufficio, non sono scappato, ho il solito indirizzo ed il solito numero di telefono, giro in bicicletta per Viareggio, parlo con tutti, anche dei miei errori e delle ragioni (quelle vere) che mi hanno portato a commetterli e della volontà di rimediare e del fatto (credo il più importante) che non mi sono appropriato nemmeno di un euro con la volontà di non restituirlo e che solo la perdita del controllo di me stesso mi ha impedito di farlo.

Un po' di cautela nel giudicare in situazioni come queste è sempre opportuna specialmente quando il percorso verso la conclusione è ancora lungo».

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