La commissione del ministero incontra la Procura
VIAREGGIO Saranno a Lucca giovedì di questa settimana per incontrare la Procura, per la prima volta, ed i familiari delle vittime insieme a Provincia e Comune che si sono costituiti parte civile....
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Saranno a Lucca giovedì di questa settimana per incontrare la Procura, per la prima volta, ed i familiari delle vittime insieme a Provincia e Comune che si sono costituiti parte civile. Franco Branciamore, Lorenzo Loreto e Roberto Lucani sono i tre membri della commissione di indagine che il ministero dei trasporti ha costituito, come da proprie competenze, sul disastro ferroviario del 29 giugno 2009 a Viareggio. Con loro ci sarà Marco Pittaluga che guida la Direzione generale per le investigazioni ferroviarie dell’ente che oggi fa riferimento al ministro Corrado Passera succeduto ad Altero Matteoli, ministro all’epoca della strage di via Ponchielli. Alle audizioni con le parti coinvolte nella vicenda (dalle Ferrovie, ai vigili del fuoco, ai familiari delle vittime, fino all’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria) è stato presente anche Massimo Costa, dirigente della prima divisione della Direzione generale per le investigazioni ferroviarie. Questa è la sezione che tiene i contatti anche con l’Agenzia europea per la sicurezza ferroviaria (Era): agenzia che ha “minacciato” l’Italia di aprire una procedura di infrazione dato che i lavori di indagine della commissione non si era conclusi entro l’anno previsto dal decreto istitutivo. All’Europa che con Viareggio ha più di un problema, dato che non intende estendere a tutti i Paesi facendole diventare normativa le indicazioni arrivate dalla Task force istituita proprio a livello europeo all’indomani del disastro ferroviario di Viareggio, la commissione ha spiegato a suo tempo che fino al termine dell’incidente probatorio chiesto dalla Procura non avrebbe potuto portare a termine compiutamente il proprio compito. Era arrivata così una proroga. Alla quale oggi l’Europa vorrebbe mettere fine, stringendo i tempi della commissione di indagine italiana. Che rischia, così, di chiudere il proprio lavoro mentre le indagini della Procura guidata da Aldo Cicala sono ancora in corso.
«Quando abbiamo incontrato la commissione a Roma, la vigilia di Natale - ricorda Daniela Rombi a nome dei familiari delle vittime della strage - abbiamo detto chiaramente che eravamo pronti a fare la voce grossa con l’Europa così da consentire un lavoro sereno alla commissione. Non sarebbe il primo confronto che sosteniamo al di là delle Alpi...».
Ma la commissione ministeriale sembra avere molta fretta e a Lucca porterebbe proprio questo messaggio. Una fretta che mal si sposa con i contenuti della prima bozza di relazione della stessa commissione, datata 18 dicembre 2009. Nella quale, a pagina 55, Branciamore, Loreto e Lucani sottolineano che «il fenomeno dei deragliamenti registra un numero di episodi annui ancora troppo alto, con un conseguente rischio potenziale molto elevato per gli effetti disastrosi in condizioni particolari». Basta questa affermazione a far capire quanto saranno importanti le conclusioni alle quali il lavoro degli uomini di Pittaluga giungerà.(d.f.)
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