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Allarme al Varignano. Un mese fa il parroco aveva promosso un incontro sulla sicurezza
La canonica nel mirino dei ladri
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La canonica della Chiesa della Resurrezione al Varignano Ennesimo tentativo di furto. Caprili: il Prefetto sta sbagliando
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VIAREGGIO. I ladri ci hanno riprovato. Non è la priva volta e, nonostante la mobilitazione di un intero quartiere, l'incontro con forze dell'ordine e Prefetto, gli impegni degli amministratori, non sarà neppure l'ultima. La canonica della chiesa della Resurrezione al Varignano torna nel mirino dei malviventi che hanno nuovamente tentato di entrare senza tuttavia riuscirci. Ladri o vandali? Difficile dirlo. Hanno tentato di forzare l'ingresso ma si sono feriti e hanno preferito darsi alla fuga lasciando però tracce di sangue sulla porta. Ad accorgersi dell'accaduto il parroco della chiesa del quartiere, Don Marcello Brunini. Un uomo divenuto il simbolo della battaglia per la sicurezza intrapresa dai residenti della zona dopo l'agguato di fine ottobre e i colpi di pistola nel cuore del popoloso quartiere. Proprio lui aveva chiesto con forza l'incontro con il Prefetto, il dottor Alessio Giuffrida, organizzato al Fienile un mese fa. Da allora, però, al situazione non è cambiata: c'è ancora tanta insicurezza tra chi abita in queste case. Alla riunione con Giuffrida, trenta giorni fa, c'era anche il presidente della Croce Verde e consigliere comunale Milziade Carili. Che proprio in questi giorni, sollecitato dalla presa di posizione della senatrice Manuela Granaiola, torna a parlare di sicurezza. E si chiede: ha senzo mantenere in piedi due commissariati di Polizia? Lo spunto per la riflessione è il vademecum proposto dalla Prefettura ai cittadini, in base al quale loro stessi possono contribuire a prevenire e difendersi dai reati. «Funziona, su per giù, così (e, beninteso, è un funzionamento che non solo non mi piace ma che sconsiglierei a tutti) - spiega Caprili - se lo Stato non mi difende, lo faccio da solo; quanto meno in casa mia adottando chiusure e sbarramenti da prigione. Il Prefetto ha sbagliato doppiamente non rendendosi conto che il suo vademecum quasi quasi risultava un invito assolutamente non necessario, un sostegno assolutamente non dovuto ad atteggiamenti del tipo sopradescritto». Per Caprili occorre prestare attenzione «a non incoraggiare, come fatto da qualche autorevole voce al Fienile alla meritoria iniziativa della Commissione del Varignano, eccessive assonanze tra crisi e criminalità. Essere più poveri non significa essere tentati da scorciatoie più o meno criminali». «Vanno bene gli appelli e le richieste - continua Caprili - ma forse sarebbe il tempo di qualche proposta e qui vorrei parlare solo del potenziamento degli apparati di sicurezza. Per esempio: dallo sterminato bilancio della difesa non potrebbero essere stornati fondi per uomini e mezzi dei carabinieri e della polizia di Stato? E' vero che l' apposizione della questione di fiducia ha impedito di emendare il cosiddetto "SalvaItalia", ma ora ci dovrebbe essere un po' di spazio per cercare di far passare un qualche aggiustamento utile, in questo caso, ad affrontare una vera e propria emergenza». Ma guardando più in casa nostra c'è anche un'altra questione. «Venendo al nostro "piccolo" - continua Caprili - aspetto risposte alle domande che un po' di tempo fa avevo posto. In particolare, e lo dico con il massimo rispetto dei dirigenti e degli operatori: in tempo di crisi si motiva ancora lo spezzettamento delle forze di polizia in due commissariati, quello del Forte e di Viareggio? Non duplica servizi fissi e di ufficio, togliendo uomini e donne al controllo del territorio?». Caprili non nega la difficoltà di queste scelte rilancia: se per l'emergenza sicurezza a Roma si rafforzano gli organici di polizia perché in Versilia non si riesca ad avere neppure un uomo o una donna in più?
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