Il Tirreno

Versilia

Chiude l'ultimo macellaio di via Roma

Franco A. Calotti
Sotto via Roma a Forte
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Sotto via Roma a Forte

Castagnini ha abbassato la saracinesca a S. Silvestro

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 FORTE. Quando, poco prima del fatidico cenone di San Silvestro, ha chiuso i battenti della sua storica macelleria, - l'ultima che era ormai rimasta in pieno centro cittadino, al Forte dei Marmi - la commozione ha colto anche lui: Renato Castagnini. Il titolare che - seppure ancora giovani - ha dovuto salutare il suo storico locale.  Castagnini, classe 1947, da una vita, ormai, uno dei personaggi più noti e conosciuti di piazza Garibaldi, dove iniziò a lavorare nella Polleria Cappelli (quasi a fianco del suo negozio attuale) ancora ragazzotto.  Dal 1967, poi Renato si era messo in proprio, utilizzando il piccolo fondo di via Roma che non ha mai più abbandonato fino all'altra sera, quando ha dato l'addio all'attività.  Prima divenne la sua rivendita di polleria e cacciagione e poi, dopo poche stagioni la fornitissima macelleria che tutti conoscevano.  «Sono vicino ai 65 anni - ci racconta timidamente - e di questi ne ho lavorati almeno una cinquantina, ciò nonostante avrei continuato nell'attività ancora per qualche stagione, se solo le condizioni di mercato me l'avessero concesso. Purtroppo, pur comprendendo le necessità e i desideri della proprietà del fondo - continua Castagnini - io non ce l'avrei fatta a sostenere con questo tipo di commercio il nuovo affitto e quindi non ho potuto che chiudere».  Adesso arriverà al suo posto, un nuovo negozio di abbigliamento. E così cambierà definitivamente l'aspetto di via Roma, centro nevralgico del vecchio paese, visto che come raccontano Castagnini e qualche amico commerciante oggi in pensione.  «Soltanto fino a una decina di anni fa lì, c'erano il verduraio, il pollaiolo, la pasta fresca (che ha chiuso poche settimane fa), la macelleria e il panificio con gli alimentari.  «Inoltre a significare l'irreversibile mutamento dei negozi del centro, basti dire che solo nelle vicinanze di piazza Garibaldi di macellerie ce n'erano almeno quattro o cinque, oggi, relegate invece solo nelle zone periferiche del paese».  Renato la tua era una piccola macelleria, in quanto a spazi, ma dalle grandi tradizioni... «Beh sì - riconosce Castagnini - soprattutto perché, ormai, in tutti questi anni ho avuto il privilegio di essere un amico, più che un fornitore dei miei clienti, con cui ho instaurato un rapporto di confidenza e di fiducia e che mi ha onorato proprio con i più bei nomi che frequentano da sempre la nostra città».  E a riconoscere i suoi meriti, proprio l'ultimo giorno, è arrivato anche il sindaco Umberto Buratti, con una targa accompagnata dalla copia ormai sbiadita della prima licenza del negozio.  La morale di questa chiusura è inutile farla. E' chiaro che i supermercati con i loro reparti del cosiddetto «fresco» hanno letteralmente massacrato salumerie e alimentari, fruttaroli e pesciai.  Ma a questa concorrenza spietata, Forte unisce lìimpossibilità per un normale pizzicagnolo di fare fronte a colossi della moda che offrono cifre colossali per un fondo.  Che poi queste griffe siano indebitate fino al collo con le banche, questo fa parte del mondo moderno. E ai Castagnini di turno tocca cedere. Intanto però lui va in pensione e se la gode. E' Forte che non se la gode più, ormai da tempo.  Sul Sole 24 ore di una settimana fa un importante agente immobiliare milanese ha lanciato la sua sentenza (la trovate anche sul web): «A Forte ormai comprano solo i russi, gli altri vip se la fuggono».

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