Il Tirreno

Versilia

Resta un giallo la morte di Franco Panariello, fratello 50enne del celebre comico

«Pochi minuti e si poteva salvare» L'allarme al 118 è arrivato troppo tardi

Franco Panariello e, accanto, il luogo della morte
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Franco Panariello e, accanto, il luogo della morte

Intanto ieri mattina Giorgio Panariello, accompagnato dagli agenti del posto fisso di polizia dell'ospedale Versilia, ha effettuato il riconoscimento del fratello Francesco

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VIAREGGIO. Quell'uomo poteva essere salvato. Ma l'allarme al 118 è stato dato troppo tardi. Forse perché qualcuno, spaventato, ha abbandonato Franco Panariello (che probabilmente in quel momento era già in agonia) lungo la Terrazza della Repubblica e poi è fuggito. Saranno comunque le indagini effettuate dalla polizia e dal pm Giuseppe Amodeo (con l'ausilio dell'autopsia che sarà eseguita tra oggi e domani e affidata al medico legale Stefano Pierotti) a stabilire cause della morte e le dinamiche che hanno portato al decesso.

Nelle prossime ore potrebbe essere aperto un fascicolo contro ignoti.  Intanto ieri mattina Giorgio Panariello, accompagnato dagli agenti del posto fisso di polizia dell'ospedale Versilia, ha effettuato il riconoscimento del fratello Francesco, 50 anni (conosciuto da molti come Franco) trovato privo di vita poco prima della mezzanotte di lunedì in una aiuola di fronte al bagno Zara sulla Terrazza della Repubblica. Panariello si è soffermato il tempo necessario per confermare che quello che era stato trovato senza vita purtroppo era il fratello. «Non me l'aspettavo» - ha detto, è rimasto in silenzio pochi istanti a fissare il corpo di Francesco, poi è uscito da una porta secondaria (la stessa da dove era entrato per evitare i giornalisti che erano arrivati all'obitorio appena si è sparsa la voce del decesso) ed è andato al commissariato di polizia per esseere ascoltato dagli inquirenti. Al centralino del 118 la notte scorsa è stata la voce di una donna a telefonare dando l'allarme.

«C'è un uomo a terra dentro l'aiuola davanti al bagno Zara venite subito». Poi la telefonata si è interrotta bruscamente e quando è giunta sul posto l'ambulanza della Misericordia e l'automedica è stato fatto tutto il necessario da parte dei sanitari per rianimare l'uomo, ma purtroppo non c'è stato nulla da fare. Resta da capire come Francesco Panariello sia arrivato nel punto in cui è stato trovato dai soccorritori. Se sia stato in compagnia di qualcuno e se magari, come si domandano anche gli stessi parenti presenti all'obitorio, arrivati nella mattinata di ieri da Montignoso, qualcuno possa averlo scaricato da un'auto, dopo avere accusato un malore, lasciandolo a terra per poi allontanarsi. Il personale dell'anticrimine del commissariato di polizia, coordinato dal dirigente, Leopoldo Laricchia in queste ore sta cercando di ricostruire il "vuoto" che c'è dal momento antecedente il ritrovamento dell'uomo nell'aiuola in prossimità del viale a mare.  Per il momento rimane un giallo la morte di Francesco.

L'uomo aveva parlato al telefono con un collega di lavoro tratta di Giuseppe Martini, tra, dicendo che sarebbe andato a cena da amici a Viareggio (queste persone sarebbero già state identificate e avrebbero detto di aver lasciato Francesco molto prima della mezzanotte). Un altro collega ha raccontato dell'amicizia nata con Francesco. «Era una persona molto sensibile, eravamo diventati amici e mi trovavo molto bene a lavorare con lui - dice - mi pareva che ultimamente stesse meglio ed aveva voglia di lavorare. L'ultima volta l'ho visto venerdì 23, avevamo lavorato mezza giornata prima di chiudere e l'ho accompagnato a casa. Quel giorno Francesco doveva andare a Prato per cenare con il fratello Giorgio». Da una prima ricognizione sul corpo eseguita ieri mattina pare che sia emerso che in un braccio ci fosse un buco ricollegabile ad un ago. Saranno però esami più approfonditi a dover stabilire le cause reali del decesso.

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