Il presidio
Colpo in Passeggiata: i malviventi, incappucciati e armati di coltello, portano via 5mila euro
Rapinato il titolare di Yamamay
Claudio Vecoli
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RAPINATO. Marco Daddio, titolare di Yamamay Due banditi lo aspettano alla chiusura e gli portano via l'incasso
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LIDO. In due, incappucciati e armati di coltello, lo hanno atteso fuori dal negozio nascosti all'interno di uno stabilimento balneare. Poi, mentre stava chiudendo la porta-vetrina per andarsene, uno di loro lo ha assalito da dietro, lo ha immobilizzato, e minacciandolo con un coltello, gli ha perquisito il giaccone fino a quando non ha individuato la tasca dove custodiva l'incasso. Poi, dopo avergli gettato a terra il cellulare, lo hanno spinto dentro il negozio chiudendolo dentro a chiave in modo che non potesse inseguirli. A quel punto i banditi sono scappati riuscendo a far perdere le proprie tracce. Una disavventura da incubo, quella vissuta giovedì sera da Marco Daddio, titolare del negozio di abbigliamento intimo Yamamay sulla Passeggiata di Lido di Camaiore (ma anche dell'omologo punto vendita monomarca in Passeggiata a Viareggio). «Una esperienza del genere non l'avevo mai vissuta e spero di non viverla mai più», racconta il giorno successivo ancora comprensibilmente scosso. Tutto inizia pochi minuti prima delle 21. Marco Daddio aveva chiuso il negozio intorno alle 20. Le commesse erano andate via poco prima e lui si era trattenuto per sistemare le ultime cose e per farsi una doccia (la famiglia di Daddio è proprietaria anche del confinante bagno Venezia). «Quando sono uscito dal negozio, sono stato letteralmente agguantato alle spalle da un uomo con un cappuccio in testa e con il volto coperto da una specie di sciarpa. In mano aveva un coltello da cucina e insieme a lui c'era una seconda persona anch'essa con il volto coperto e un cappuccio in testa. Entrambi mi sono sembrati abbastanza giovani, alti all'incirca 1 metro e 80 e vestiti con jeans e giacca a vento bianca». Tutto si è svolto in pochi istanti. «L'uomo armato di coltello ha cominciato a perquisirmi rapidamente il giaccone. Ha pronunciato soltanto una parola: "soldi". Non saprei dire se fosse italiano o straniero, ma sapeva quello che faceva: mi è sembrato esperto e non ha mai dato segni di nervosismo». Quando ha trovato la tasca con i soldi (circa cinquemila euro, frutto dell'incasso degli ultimi due giorni), il malvivente se ne è impossessato. Si è invece disinteressato del computer portatile che Daddio aveva con sé. «Siccome quando mi hanno aggredito ero al telefono - prosegue il commerciante - mi hanno strappato il cellulare di mano e lo hanno gettato a terra. Poi mi hanno spinto all'interno del negozio con l'intento di chiudermi dentro». È in quel momento che Marco Daddio ha avuto un accenno di reazione. «Ho provato ad afferrare la maniglia della porta d'ingresso per cercare di non farmi chiudere dentro, ma a quel punto uno dei due banditi mi ha allontanato puntandomi il coltello». I ladri hanno così chiuso a chiave il commerciante nel negozio e, scappando in direzione di Viareggio, hanno gettato le chiavi in un'aiuola del bagno Venezia. «Quando ho capito che ormai erano scappati, con il telefono fisso del negozio ho dato l'allarme ai carabinieri. Che dopo qualche minuto mi hanno liberato. Ma è stato davvero un incubo...»
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