Il Tirreno

Versilia

Sermas si trasforma per mettere in salvo il bilancio del Comune

Marco Pomella
La sede della società Sermas
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La sede della società Sermas

L'affidamento alla partecipata delle opere pubbliche alleggerirà gli obblighi dell'ente sul patto di stabilità

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 MASSAROSA. C'è chi, come Elio Lucania e Mario Gemignani (Pd), ha espressamente detto che è un passaggio che serve «a bypassare il patto di stabilità». Chi, più diplomaticamente, come il segretario generale Luca Canessa, ha affermato che «ci permette di risparmiare l'Iva sulle opere pubbliche». Chi si è detto contrario a priori (l'Udc) e chi chiedeva (il Pdl) un organismo di controllo. Il dato di fondo è che la "nuova" Sermas fa molto discutere.  L'oggetto della discussione, per la precisione, è la decisione di delegare a Sermas la realizzazione di alcune opere pubbliche per conto del Comune. Provvedimento per la verità adottato, alla fine, all'unanimità nel corso dell'ultima seduta del consiglio comunale.  Difficile riuscire a trovare un punto d'accordo tra le diverse forze politiche in consiglio comunale anche perché c'era un ordine di scuderia chiaro, esplicitato dallo stesso sindaco Franco Mungai: «È un'operazione che va fatta in fretta per permettere a Sermas di accedere a certi finanziamenti per realizzare certe cose». Più vago insomma non poteva essere.  Tutto ruota attorno alla partecipata Sermas. Alla quale il Comune affida la progettazione e la realizzazione di opere pubbliche. «Quelle - ha precisato il sindaco - che la giunta e il consiglio comunale col piano triennale deciderà di affidare a Sermas. In epoche di ristrettezze economiche bisogna ingegnarsi per dare risposte ai cittadini».  Il Pd in aula ha detto chiaramente, soprattutto col capogruppo Lucania, che è una questione di patto di stabilità. Si tratta cioè di un'escamotage per aggirare la legge che impone agli enti locali il rispetto di rigidi parametri sul bilancio. Anche se poi il direttore generale Canessa l'ha corretto: «Solo per risparmiare l'Iva, non per aggirare il patto. E comunque tutto avverrà con bando di gara».  Critiche le opposizioni in consiglio. In particolare l'Udc che con Claudio Marlia ha ribadito che «la gestione delle opere pubbliche deve rimanere nelle salde mani dell'amministrazione». Ma anche del Pdl: Fabio Francesconi e Carlo Bigongiari hanno sottolineato come manchi «un organo terzo di controllo, un ente cioè che vigili sui bilanci e le attività della partecipata».  Anche su questo aspetto è stato il direttore Canessa (dalla minoranza definito un "assessore aggiunto") a chiarire: «La Sermas ha nel suo statuto strumenti di controllo in house». A garantire sulla trasparenza dell''operazione anche il sindaco: «Io vado sempre alle riunioni di Sermas». Garanzia alla quale ha replicato il consigliere Bigongiari: «La trasparenza la garantisce la presenza dell'opposizione, non del sindaco che ha nominato l'intero cda di Sermas».

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