Il Tirreno

Versilia

L’edificio decorato da Barberi

A Roma Imperiale la nuova villa del cantante Malinin

Franco A. Calotti
La villa del cantante russo Malinin
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La villa del cantante russo Malinin

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 FORTE. Casa dolce casa, e se è d'artista è ancor meglio. Stiamo parlando della nuova abitazione al Forte di Alexander Malinin, uno dei cantanti russi più celebri. L'appartamento, che sorge nella zona nobile di Roma Imperiale, è finito in questi giorni sulle pagine della rivista russa "Hello!". E a fargli compagnia nelle foto fortemarmine, oltre alla moglie e ai figli, c'è anche il pittore Antonio Barberi, amico di famiglia e decoratore ufficiale della casa. Malinin, 53 anni e una vita artistica costellata di successi, fu il primo artista russo a collaborare con un musicista americano. «Malinin - racconta Barberi - si è letteralmente innamorato di Forte undici anni fa, e da allora la frequenta regolarmente, al punto che nell'ultimo anno ha preso questa nuova casa vicino alla "Capannina". E conoscendo il mio lavoro mi ha chiesto subito di dipingergliela». Il risultato è una vera e propria casa d'artista, «anche se c'è ancora una stanza bianca!» precisa, sorridendo, Barberi. «A Malinin piace molto il mio modo di dipingere e prova ne è, ad esempio, che recentemente, quando una troupe della televisione russa è venuta fin qui per intervistarlo mi ha chiesto se potevo fargli ambientare il servizio nella mia casa-studio di Pietrasanta, anch'essa interamente dipinta da me». In questa vigilia di Natale, tuttavia, le soddisfazioni per Barberi non si limitano alle grandi riviste patinate in cirillico: è, infatti, appena uscito "Toscana Case d'artista" un bellissimo volume di Mariella Sgaravatti con le fotografie di Mario Ciampi. Si tratta di un viaggio attraverso venti case toscane di artisti celebri, ognuna personalizzata, interpretata e imbevuta dalla magia creativa del proprietario. E accanto alle case di Sandro Chia, Ivan Theimer, Igor Mitoraj, Pietro Cascella e Cordelia Von den Steinen, c'è anche un ampio reportage sulla casa museo pietrasantina di Antonio Barberi, di cui il pittore fortemarmino va giustamente orgoglioso. «Ho decorato le mie case fin dal 1965 - racconta Barberi - ma a questo grande appartamento mi sono avvicinato con un certo timore. Poi, poco a poco ho cominciato ad affrescare le pareti, i soffitti, i pavimenti, esattamente come avrei fatto sulla tela. Ho pitturato anche le porte sostituendo i vetri con altri disegnati da me, e ho aggiunto marmi che io stesso ho intarsiato, lavorando perfino sui ferri vecchi ridipinti».

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