Il Tirreno

Versilia

Pistola alla tempia per rapinare l'oreficeria

Claudio Vecoli
Da sinistra: la gioielleria rapinata, lo scooter dei malviventi e il pianto di Marinella Rossi
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Da sinistra: la gioielleria rapinata, lo scooter dei malviventi e il pianto di Marinella Rossi

Colpo in pieno giorno alla gioielleria Rossi: colluttazione fra uno dei banditi e il titolare

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 VIAREGGIO. In due, armati di pistola e con in testa dei caschi in modo da travisare i loro volti, poco dopo mezzogiorno hanno fatto irruzione all'interno dell'oreficeria Rossi in Passeggiata. Poi, minacciando le due sorelle titolari del negozio e puntando l'arma alla testa del marito di una di loro, hanno preso i gioielli a portata di mano e - prima di scappare via - hanno arraffato collane, orecchini e bracciali esposti in una delle tre vetrine che si affacciano sulla traversa che porta al Balena. Ma dopo essersi dati alla fuga, uno dei due rapinatori è stato inseguito e raggiunto proprio dal marito di una delle titolari che è riuscito ad agguantarlo. Dopo una rapida colluttazione, però, il bandito è riuscito a divincolarsi dalla presa e fuggire. Resistendo anche all'urto (non violentissimo) di un Suv che lo ha investito mentre attraversava il lungomare per scappare in via Zanardelli. Per ora i due sono riusciti a dileguarsi insieme al bottino, ma stavolta polizia e carabinieri potrebbero essere sulle loro tracce. Anche perché alcuni testimoni sono riusciti a vedere in volta almeno uno dei due malviventi.  Il colpo. Tutto è successo poco dopo mezzogiorno, quando all'interno della gioielleria Rossi, uno dei negozi storici della Passeggiata, non c'erano clienti. Gli ultimi - una coppia amica dei proprietari - erano usciti da poco lasciando inavvertitamente socchiusa la porta d'ingresso. Approfittando di questo, i due banditi - italiani, entrambi sui vent'anni, piccoli di altezza e di corporatura esile - sono entrati all'interno dell'orficeria con in testa un casco. Dentro in quel momento si trovavano le due sorelle titolari del negozio - Ilaria e Marinella Rossi - e Maurizio Ciampelli, marito di Ilaria. Il bandito che aveva in pugno la pistola si è subito "dedicato" al marito, puntandogli alla testa l'arma in modo che non potesse accennare alcuna reazione. L'altro, minacciando le due sorelle, è saltato dall'altra parte del bancone ed ha cominciato ad arraffare il bottino. Dapprima tutto ciò che era a portata di mano, poi aprendo una delle vetrine che danno sulla traversa a mare della Passeggiata e prendendo quello che era a portata di mano.  La rocambolesca fuga. Poi i due malviventi sono fuggiti via: quello con la pistola in direzione di piazza D'Azeglio, quello non armato verso uno «Scarabeo» grigio parcheggiato a fianco dei bidoni dell'immondizia sul lungomare. Quest'ultimo, però, nella fuga è goffamente caduto inciampando su un marciapiedi ed ha perso parte della refurtiva. Si è così fermato un attimo per cercare di raccogliere i gioielli caduti, ma così facendo è stato raggiunto da Maurizio Ciampelli che nel frattempo si era messo all'inseguimento dei due banditi. Coraggiosamente, il marito di Ilaria Rossi è riuscito ad afferrare per il giubbotto il delinquente. Ne è nata una breve colluttazione al termine della quale, però, il rapinatore è comunque riuscito a divincolarsi e correre via. Abbandonato lo scooter grigio con il quale era arrivato (e risultato rubato a Viareggio il 6 dicembre scorso), il bandito è scappato a piedi in direzione monte e nell'attraversare il lungomare è stato anche urtato da un Suv. Ma malgrado tutto è riuscito a restare in piedi e a imboccare la via Zanardelli dove è poi riuscito a far perdere le proprie tracce.  Nel frattempo, prontamente allertati da due dipendenti e dal titolare dell'Ottica Vespignani che avevano assistito all'ultima parte della rapina, sono arrivati sul posto polizia e carabinieri. Ma ormai i due erano riusciti a sparire.  Le indagini. Raccolte le prime testimonianze è subito scattata la caccia ai banditi subito allargata a tutte le possibili vie di fuga. Ma le indagini, grazie ai molti passi falsi dei rapinatori e alla collaborazione di chi ha assistito al colpo prima e alla fuga poi, potrebbero portare a risultati importanti.  Qualcuno avrebbe infatti visto bene in volto il rapinatore senza pistola, riuscendo a fornire elementi utilissimi alla loro ricerca. La polizia scientifica spera poi di poter ricavare tracce importanti dallo scooter utilizzato per il colpo, posto sotto sequestro proprio per essere analizzato. Infine ci sono poi le immagini a circuito chiuso della gioielleria che potrebbero dare una mano agli inquirenti.  Fra l'altro non si esclude che i due possano essere gli autori di altre rapine avvenute più o meno di recente in città. E che fino ad oggi sono riusciti a farla franca. Ma stavolta il finale potrebbe essere diverso.

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