Il Tirreno

Versilia

Il caso. Il presidente Caprili: un format da rinnovare. Basta con le cose fritte e rifritte

Palasport, Natale senza regalo

Donatella Francesconi
Da sinistra: il Palazzetto dello sport affollato per la manifestazione di Natale; Milziade Caprili; lo spettacolo; Stefano Pasquinucci
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Da sinistra: il Palazzetto dello sport affollato per la manifestazione di Natale; Milziade Caprili; lo spettacolo; Stefano Pasquinucci

Non si fa il tradizionale spettacolo organizzato dalla Croce Verde

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 VIAREGGIO. Avrebbe compiuto 28 anni questo Natale la manifestazione "Un regalo da Viareggio" organizzata da Stefano Pasquinucci in collaborazione con la Croce Verde. Ma quest'anno le luci del Palazzetto dello sport non si accenderanno per illuminare le evoluzioni della ginnastica artistica, o i costumi di scena indossati da decine di giovani ballerini e ballerine di ogni età e di tutte le scuole di danza della città.  «Ci siamo presi un anno di pausa», spiega il presidente della Croce Verde, Milziade Caprili che continua: «Non è detto che una cosa che dura da vent'anni non venga a noia. Il format può cambiare e nessuno si deve sentire offeso. Secondo la nostra valutazione l'iniziativa aveva mostrato la corda, tutta legate com'era all'esibizione delle compagnie di ballo e della ginnastica artistica». Così il nuovo consiglio della Croce Verde ha deciso di organizzare un evento diverso, tutto dedicato ai bambini e alle bambine, ch si terrà al Principe di Piemonte, non si chimaerà "Un regalo da Viareggio" ma manterrà il premio Simioli nato con lo storico appuntamento al Palazzetto.  Insomma, conclude Caprili, «basta con le cose fritte e rifritte, con la solita Canzonetta» con tutto quello che fa sindrome del "mi'riodordo", malattia dalla quale Viareggio non sembra mai guarita. «Alla Croce Verde erano perplessi», racconta Stefano Pasquinucci, prima tra gli ideatori e poi strorico conduttore della manifestazione: «Secondo il nuovo consiglio era un ripetersi dello stesso copione. Ma la manifestazione è sempre stata di grande qualità, organizzata con un lavoro corale che ha sempre coinvolto i volontari dell'associazione. E ha sempre portato un incasso, non è mia andata in rimessa».  Pasquinucci ripercorre le origini del format "Un regalo da Viareggio", nato «da un'idea di Giulio Ferracciolo insieme a Radio Babilonia, coinvolgendo l'allora immenso patrimonio umano e di idee che era il teatro che dava vita alla Canzonetta». Da allora ad oggi la manifestazione si è tenuta al Palazzetto, ma anche a Bussola domani, all'Eden, al Principe di Piemonte «per le prime due edizioni». Dando i "natali" a personaggi che oggi sono un pezzo della comicità italiana: «Giorgio Panariello p praticamente nato con "Un rgalo da Viareggio" - ricorda Pasquinucci -. Ci annunciò che avrebbe portato Renato Zero, suo cavallo di battaglia ancora oggi, ed entrò in scena, cantò con il pubblico convinto di avere assistito all'esibizione del celebre cantante».  Negli anni d'oro delle orgini dello spettacolo si aggiunse il Premio Simioli, dedicato ad un ragazzo viareggino morto di una lecemia che non gli lasciò scampo quando era poco più che ventenne: «Premio che è stato assegnato a grandi viareggini, ai nomi dello spettacolo, ma anche all'associazione Matteo Valenti», ricorda Pasquinucci. La storia si interrompe qui, per il momento. Lasciando perplessità e tristezza: «Era un evento che riscuoteva la disponibilità di tutti - conclude Pasquinucci -: bastava lanciare lo spunto e tutti si mettevano al lavoro affinché tutto riuscisse come al solito e anche meglio. Sinceramente credo che qualcuno non l'abbia vissuto o capito fino in fondo...».

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