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«Non facciamoci la guerra»
Crisi del marmo, l'appello del versante apuano
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SERAVEZZA. «Un non senso la contrapposizione Versilia-Carrara. Da parte nostra c'è il massimo rispetto per i colleghi della Versilia». Commentano così gli imprenditori del marmo dell'associazione industriali di Massa Carrara le parole dei sindaci versiliesi sulla crisi in Versilia e la svendita, come è stata definita, della materia prima grezza alla quale si ricorre invece sul versante apuano. «Nello sfogo un po' sconclusionato dei sindaci - affermano gli imprenditori - considerazioni ragionevoli (il fallimento dell'esperienza del distretto, l'eccesso di burocrazia del Parco) si mescolano con una serie di banalità, come se i problemi complessi del settore trasformazione si potessero risolvere con la bacchetta magica o, peggio ancora, mettendo alla gogna le cave di Carrara. La globalizzazione dei mercati e l'avanzata dei paesi emergenti hanno rimescolato tutto il settore e ri-orientato i traffici del marmo. Questo vale per tutte le cave. Le critiche sulla difficoltà a trovare i blocchi suonano stonate per vari motivi, non ultimo la netta ripresa in atto delle attività locali di trasformazione». L'associazione snocciola quale numero: nei primi 6 mesi del 2011 a fronte di una riduzione dell'export di blocchi di -11,5%, i prodotti lavorati di marmo si sono inerpicati con un netto +7,3%. «Invece di prendersela con i mulini a vento - concludono - lavoriamo insieme per creare le condizioni che rendono di nuovo competitiva la trasformazione locale dei materiali».
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