Il Tirreno

Versilia

A Pioppogatto i rifiuti di tutta la costa

 Marco Pomella
L’impianto di smaltimento di rifiuti di Pioppogatto tra Massarosa e Viareggio
◗
L’impianto di smaltimento di rifiuti di Pioppogatto tra Massarosa e Viareggio

L'impianto versiliese sarà raddoppiato per accogliere 135mila tonnellate all'anno

3 MINUTI DI LETTURA





 MASSAROSA. L'impianto di selezione e compostaggio di Pioppogatto raddoppia. Accoglierà almeno 135 mila tonnellate di rifiuti l'anno dai territori di competenza dell'Ato Costa (ossia le Provincie di Lucca, Pisa, Livorno e Massa-Carrara).  Produrrà non solo combustibile da rifiuti (di una tipologia, però, diversa da quella attuale) ma anche compost verde dal trattamento dei rifiuti organici, grazie appunto alla realizzazione di una nuova struttura annessa all'attuale impianto (quella stessa struttura che la Provincia di Lucca aveva progettato a Capannori). Investimento, questo, a carico degli enti pubblici previa variante al regolamento urbanistico del Comune di Massarosa. Comune dove proprio ieri sera è arrivato il via libera al raddoppio dell'impianto, indispensabile per far quadrare i conti - rispetto alla gestione della spazzatura nell'Ato Costa - nell'ambito del piano interprovinciale dei rifiuti, in discussione oggi a Pisa.  Un ok arrivato al termine di una lunga discussione sulla quale, fin dal principio, gli esponenti del consiglio sono orientati: a favore la maggioranza di centrosinistra, contro l'opposizione.  La decisione, pianificata in sede di Ato e tenuta segreta praticamente fino a 48 ore fa, rivede in toto i piani di Regione, Provincie e Comuni ed è la conseguenza della chiusura dell'impianto di incenerimento di Falascaia. Un problema, questo, per i Comuni (che non hanno più un impianto dove bruciare cdr), ma anche per la società che lo gestiva e che ha in carico anche Pioppogatto: la Tev/Veolia, alla quale viene meno un "braccio operativo" che teneva in piedi bilanci e intese con le amministrazioni. Quindi gli accordi vanno rivisti e Pioppogatto deve raddoppiare.  L'accordo. La nuova intesa prevede anche il prolungamento della concessione degli impianti a Tev-Veolia per altri 10 anni. E che Pioppogatto assorba i lavoratori rimasti a casa dopo la chiusura dell'inceneritore di Falascaia, ma con contratti solidali per i prossimi 3 anni. In sostanza le modifiche porteranno, nell'impianto di Massarosa, 135 tonnellate di rifiuti l'anno come minimo. E Pioppogatto (varianti urbanistiche e rischio idraulico permettendo) si occuperà anche della "produzione di rifiuti speciali destinati al recupero, alternativi all'attuale cdr". Sostanze che, a dire dei comitati cittadini (assenti, tranne un esponente, durante la discussione in consiglio), sono molto più inquinanti del cdr.  Di fianco all'impianto esistente ne sarà poi costruito un secondo che servirà al trattamento dei rifiuti organici e alla produzione di compost verde. E' chiaro che le modifiche comporteranno anche la "chiusura consensuale di Falascaia - si legge nella delibera massarosese - e l'eliminazione delle royalties previste a favore di Pietrasanta".  L'intera operazione, secondo gli enti locali, dovrebbe creare dei risparmi che a Massarosa "saranno investiti sia in azioni di miglioramento strutturale sull'impianto esistente, per mitigare ulteriormente l'impatto ambientale, sia in azioni volte a prevedere virtuose strategie di riduzione, riuso e riciclaggio delle materie prime e seconde provenienti dai rifiuti". Uno dei punti sui quali c'è totale disaccordo da parte dei comitati versiliesi contro l'inceneritore e di alcuni partiti della sinistra e del centrosinistra che sostengono che il provvedimento ostacolerà l'incremento della differenziata.  I problemi. La soluzione individuata - e a quanto pare già condivisa a livello di Ato - non tiene conto delle aspettative del Comune di Capannori, ma neppure delle proteste legate ai cattivi odori nella zona, che hanno visto centinaia di cittadini in rivolta nei mesi scorsi. Restano poi aperte le questioni dei costi di realizzazione del nuovo impianto, delle ripercussioni sulle tariffe, dei tempi di costruzione, visto che dovrà essere ultimata la messa in sicurezza dell'area dal punto di vista idrauilico, e che comunque servirà una variante al regolamento urbanistico. Un'ultima nota per la viabilità: la nuova strada di accesso a Pioppogatto è prevista da anni, ma nessuno ha visto l'avvio dei lavori e di sicuro il nuovo impianto sarà molto frequentato dai mezzi pesanti.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera