Il Tirreno

Versilia

Le carte del processo distribuite in città come regalo di Natale

Luca Basile
L’ex sindaco di Pietrasanta Massimo Mallegni
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L’ex sindaco di Pietrasanta Massimo Mallegni

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 PIETRASANTA. Definirlo un cadeau natalizio forse è un po' troppo. Sta di fatto che, feste o non feste, strenna o non strenna, va discretamente di moda fra un certo numero di pietrasantini procurarsi, regalare o meglio ancora farsi regalare il cd delle memorie giudiziarie del maxi processo, in corso, che vede tra gli imputati l'ex sindaco Massimo Mallegni, ex amministratori e imprenditori locali.  Le strenne, si fa per dire, in in realtà, sono due: il cd, "scannerizzato", con tanto di copertina con su recante i passaggi "fondamentali" della requisitoria del Pm già pronunciata in sede processuale, e il voluminoso plico cartaceo: oltre 160 pagine allegate a verbale presso la Procura di Lucca.)Insomma i documenti che chiamano in causa gli imputati del processo per tutta una serie di reati, anche se poi nel gran vortice di parole, intercettate e poi trascritte, e ancora all'interno delle varie deposizioni, emergono qua e là personaggi e volti noti di paese.  Una sorta di abbecedario della vita pietrasantina di qualche anno fa: spaccati quotidiani, allusioni, veleni, termini scurrili, volgarità diffuse, invidie e segreti mal celati. Il tutto concentrato in un susseguirsi di eventi che evidentemente, in molti, suscitano curiosità. E tutto questo al di là delle valutazioni di carattere penale che sono ovviamente di competenza del Tribunale e che avranno un primo epilogo in tarda primavera con la sentenza di primo grado.  Ma cosa ha spinto il primo "untore", sempre che si tratti di persona singola e non di un gruppo, a diffondere la documentazione? Intanto diventa complicato, ad oggi, risalire all'autore della prima copia messa in circolazione: il materiale sembra infatti ormai molto diffuso. Chi ha già letto quelle pagine - e oggi ne fa dono, ammiccando, all'amico o al conoscente - dice che «la gente deve sapere com'era il clima in quel periodo. Perché non si ripeta e perché certe responsabilità morali di talune persone, al di là dell'esito processuale, non vanno taciute. E poi i giornali non hanno mica raccontato tutto». Qualcuno si chiede se tutta l'operazione, di acquisizione delle memorie a verbale e della conseguente diffusione, sia cosa legittima. Ma di quelle memorie processuali si è parlato di recente anche a Palazzo comunale, con il sindaco Domenico Lombardi che di fronte all'ipotesi, suggerita a quanto pare da qualche voce di maggioranza, di portare il plico in sede consiliare per un dibattito, replicò con robusto sdegno. «I processi si fanno in tribunale, non in un consiglio. Fino a quando non ci saranno sentenze, certi argomenti, che poi sono parte integrante della requisitoria del Pm, non verranno affrontati. E con questo ogni discorso è chiuso» fu la sua perentoria risposta ai sussurri intorno alla vicenda. Poco male, devono avere pensato coloro che, senza sosta, hanno continuato a duplicare il cd e fare fotocopie: c'è chi dice che nei giorni scorsi sempre i cd siano stati distribuiti davanti ad una chiesa all'uscita della celebrazione della Messa. Fantasie? Piccole verità che si trasformano in leggende metropolitane? Difficile dirlo. E' certo però che la voglia di saperne di più sugli atti processuali è tanta, quasi morbosa. Nel frattempo, stando ai beninformati, il numero degli "untori" continua a crescere.

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