Acqua buona, ma nessuno la beve
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Il presidente Ermindo Tucci E Gaia lancia una campagna di sensibilizzazione
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VIAREGGIO. Un risparmio medio del 90% sui costi per famiglia. Dai 300 euro spesi all'anno per le bottiglie ai circa 10 in bolletta. Eppure l'acqua del rubinetto non convince, neppure se il suo utilizzo come acqua da bere garantisce un risparmio. Il problema è che in pochi si fidano di ciò che esce dai rubinetti e continuano a comprare casse di minerali. Per cercare di invertire la tendenza Gaia ha avviato la campagna "Gaia da Bere" «per informare i cittadini sulle caratteristiche della risorsa idrica, e sui vantaggi, economici e ambientali, nell'utilizzare l'acqua di rubinetto rispetto alla minerale» spiega il presidente della società, Ermindo Tucci. Il simbolo della campagna è una brocca. E le brocche della società saranno destinate anche ai Comuni e ai consigli comunali dove ancora oggi sui banchi compaiono bottigliette di plastica anzichè le più ecologiche brocche. Non solo. Gaia ha da tempo attivato un proprio laboratorio analisi che solo nel 2011 ha effettuato 2mila campionamenti sull'acqua che arriva nelle case degli cittadini. E il risultato, confermato anche dalle analisi dell'Asl (come spiega l'azienda), è che le risorse idriche dell'acquedotto versiliese sono buone. «Con 2.000 campionamenti nel 2011 - spiega il presidente di Gaia, Ermindo Tucci - per un totale di 29.140 parametri analizzati nell'intero territorio, possiamo tranquillamente affermare che l'acqua di Gaia è buona, perché costantemente monitorata, sia dalle analisi svolte dal laboratorio interno della società, che dalle analisi dell'Azienda sanitaria locale competente. Adesso vorremmo che la qualità dell'acqua di Gaia venga conosciuta dagli utenti». Per rassicuare sulla qualità dell'acqua del rubinetto presto i dati sulla qualità delle risorse versiliesi saranno anche on line, sul sito della società. «Il laboratorio di analisi interno di Gaia - continua Tucci - ha di recente rafforzato le proprie competenze, rendendosi indipendente per la stragrande maggioranza delle analisi chimiche e microbiologiche. I continui controlli sulle acque sono espressamente richiesti dalla normativa vigente nel settore: ma mentre l'acqua minerale in bottiglia non riceve dalla normativa un chiaro vincolo di tetto massimo per la presenza di alcuni elementi come l'alluminio, il benzene, il benzopirene, il nichel, tutte sostanze tristemente famose come potenti agenti di inquinamento, le acque potabili devono sottostare a dei parametri con limiti più restrittivi. Con questo non mettiamo in dubbio la qualità delle acque minerali, ma per le acque potabili possiamo affermare che il livello di sicurezza si attesta intorno al 100%».
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