Balzello sui turisti. L’obiettivo è inserirla nel prossimo bilancio per sfruttarla subito
Tassa di soggiorno in ogni Comune
Matteo Tuccini
Pietrasanta ha già deciso, Viareggio quasi. Gli altri seguiranno
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Pietrasanta ha già deciso, Viareggio quasi, Camaiore e Forte seguiranno a ruota: dopo le elezioni, ovviamente. La tassa di soggiorno arriverà, eccome se arriverà. E in tutta la Versilia. L'opportunità per amministrazioni alle prese con bilanci esangui è troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire. Anche se è difficile calcolarne il gettito, è chiaro che un euro a stella per ogni notte passata dal turista nella struttura ricettiva (hotel, campeggio o bed and breakfast che sia) rappresenterà un corroborante mica da poco.
Inserita nel bilancio. Non a caso, parlando con gli amministratori, si capisce che i dubbi se applicarla o meno sono ormai scomparsi: si lavora sul "come", sul "quando" e anche sulla necessità di farla digerire nel modo migliore possibile agli albergatori. Che possono mettersi il cuore in pace: l'obiettivo è inserire questo nuovo balzello nel bilancio in approvazione entro dicembre-gennaio, in maniera da goderne i frutti subito. Nel caso di Viareggio, è chiaro che si punta a sfruttarlo già per Carnevale.
«Soldi da reinvestire nel turismo». Una delle strade ipotizzate dai Comuni per far passare la decisione è quella di presentare la tassa di soggiorno come una pseudo tassa di scopo. Nel senso che verrà comunque fatta pagare ai turisti - e non ai residenti come avviene, appunto, per l'imposta di scopo - con accanto la promessa che il ricavato verrà speso interamente in politiche di promozione turistica. «È una scelta che riteniamo saggia - afferma Daniela Ferrieri, assessore alle finanze di Pietrasanta - Il nostro Comune spende 1 milione e 200mila euro per la Versiliana e altri eventi, ma è chiaro che con i tagli di cui siamo vittime siamo costretti a rivedere tutto. E ribadisco, come già fatto più volte, che la scelta tra il festival Anteprime e le famiglie in difficoltà non si pone: dobbiamo necessariamente privilegiare queste ultime. Se avessimo un introito come la tassa di soggiorno, invece, potremmo recuperare risorse importanti». Nella Piccola Atene, la prima ad avere infranto il "muro", siamo ormai ai dettagli.
«Una forma di finanziamento». Il concetto di Pietrasanta è lo stesso espresso dal sindaco di Viareggio Luca Lunardini. «La mozione presentata dal centrosinistra e approvata in consiglio comunale - dice - apre la riflessione sul tema. E cioè: quale strumento si può individuare per recuperare risorse da destinare agli eventi? Nel nostro caso, penso al Carnevale e al Pucciniano». Anche secondo Lunardini, insomma, si può prevedere «una tassa di soggiorno, quindi riservata ai turisti, che possa avere uno "scopo". Credo, tra l'altro, che anche le associazioni di categoria stiano aprendo sul tema, a parte qualche intervento (quello della leader degli hotel viareggini Beatrice Taccola, ndr)».
Chi vota, rinvia. Ci sono, è vero, Comuni che al momento dicono di non prevederla. Stando a quanto affermato, ad esempio, dal sindaco di Forte Umberto Buratti, per ora non se ne fa niente. Ma fonti amministrative assicurano che uno dei primi atti delle nuove giunte elette nel 2012 a Camaiore e Forte sarà, appunto, l'introduzione della tassa di soggiorno. Dopo tutto, la strada è ormai tracciata.
Inserita nel bilancio. Non a caso, parlando con gli amministratori, si capisce che i dubbi se applicarla o meno sono ormai scomparsi: si lavora sul "come", sul "quando" e anche sulla necessità di farla digerire nel modo migliore possibile agli albergatori. Che possono mettersi il cuore in pace: l'obiettivo è inserire questo nuovo balzello nel bilancio in approvazione entro dicembre-gennaio, in maniera da goderne i frutti subito. Nel caso di Viareggio, è chiaro che si punta a sfruttarlo già per Carnevale.
«Soldi da reinvestire nel turismo». Una delle strade ipotizzate dai Comuni per far passare la decisione è quella di presentare la tassa di soggiorno come una pseudo tassa di scopo. Nel senso che verrà comunque fatta pagare ai turisti - e non ai residenti come avviene, appunto, per l'imposta di scopo - con accanto la promessa che il ricavato verrà speso interamente in politiche di promozione turistica. «È una scelta che riteniamo saggia - afferma Daniela Ferrieri, assessore alle finanze di Pietrasanta - Il nostro Comune spende 1 milione e 200mila euro per la Versiliana e altri eventi, ma è chiaro che con i tagli di cui siamo vittime siamo costretti a rivedere tutto. E ribadisco, come già fatto più volte, che la scelta tra il festival Anteprime e le famiglie in difficoltà non si pone: dobbiamo necessariamente privilegiare queste ultime. Se avessimo un introito come la tassa di soggiorno, invece, potremmo recuperare risorse importanti». Nella Piccola Atene, la prima ad avere infranto il "muro", siamo ormai ai dettagli.
«Una forma di finanziamento». Il concetto di Pietrasanta è lo stesso espresso dal sindaco di Viareggio Luca Lunardini. «La mozione presentata dal centrosinistra e approvata in consiglio comunale - dice - apre la riflessione sul tema. E cioè: quale strumento si può individuare per recuperare risorse da destinare agli eventi? Nel nostro caso, penso al Carnevale e al Pucciniano». Anche secondo Lunardini, insomma, si può prevedere «una tassa di soggiorno, quindi riservata ai turisti, che possa avere uno "scopo". Credo, tra l'altro, che anche le associazioni di categoria stiano aprendo sul tema, a parte qualche intervento (quello della leader degli hotel viareggini Beatrice Taccola, ndr)».
Chi vota, rinvia. Ci sono, è vero, Comuni che al momento dicono di non prevederla. Stando a quanto affermato, ad esempio, dal sindaco di Forte Umberto Buratti, per ora non se ne fa niente. Ma fonti amministrative assicurano che uno dei primi atti delle nuove giunte elette nel 2012 a Camaiore e Forte sarà, appunto, l'introduzione della tassa di soggiorno. Dopo tutto, la strada è ormai tracciata.
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