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Versilia

I locali e la crisi: riapre il Faruk ma l'ingresso sarà gratis

Gabriele Noli
I locali e la crisi: riapre il Faruk ma l'ingresso sarà gratis

Tra discoteche che chiudono e altre che non possono riaprire per motivi burocratici, ce n'è una che rivede la luce dopo molti anni

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Tra discoteche che chiudono e altre che non possono riaprire per motivi burocratici, ce n'è una che rivede la luce dopo molti anni. È il Faruk di Marina di Pietrasanta, la cui inaugurazione è prevista per sabato 17 dicembre. Un'apertura contro la crisi dopo anni di inattività con una formula innovativa per riuscire a stare al passo dei tempi. Perché anche la movida notturna versiliese soffre. Così occorre un po' di inventiva per riuscire a conquistare il pubblico. Ed il Faruk si è mosso proprio in questa direzione: l'ingresso al locale, infatti, sarà libero. Il caso del Faruk è, nel suo piccolo, emblematico. Sono sembre di più i locali che scelgono la formula dell'ingresso gratuito per riuscire a rimettere in sesto un mercato del divertimento in crisi profonda anche in Versilia.

Le scelte fatte dalla proprietà del Faruk vanno nella direzione del completo rinnovamento del locale che si sviluppa su 1200 metri quadrati e ha una campienza massima di 2000 persone, una pista principale con due privés riservati ad un pubblico adulto e selezionato. La proprietaria storica del locale Luisa Rota, assieme a Christian Gabon, uno degli artefici di questa nuova era del Faruk e personaggio noto nell'ambiente della Versilia by night, sta plasmando e modellando una creatura che si candida a riempire un vuoto (o quasi) nel mercato del divertimento versiliese: quello dei locali da ballo per giovani, non più adolescenti, che al momento non hanno molte possibilità di scelta sul dove trascorre il sabato sera.

A spiegare i motivi della scelta della gratuità, tra le prime in Versilia, è Christian Gabon. «Abbiamo deciso di puntare su una clientela raffinata e di qualità - spiega - con un target medio di 25 anni, ma allo stesso tempo non ci siamo dimenticati che al giorno d'oggi le difficoltà economiche vanno tenute di conto. Porto un esempio: il Twiga, che è l'unica discoteca a non far pagare l'entrata ai clienti, riesce molto spesso ad incassare più di altri locali dove invece l'ingresso non è gratuito. Questo perché, se la gente sta bene e si diverte, alla fine una consumazione la fa». Consumazioni a prezzi ovviamente variabili: dai 10 euro del drink ai 250 (prezzo base) per una bottiglia consumata al tavolo.

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