Il Tirreno

Versilia

SUL FORNO DEL PANE

Giannelli contesta gli scavi al Fortino

<b>NOZZE MANCATE. </b>Il Comune di Seravezza
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NOZZE MANCATE. Il Comune di Seravezza

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 FORTE. «Sarebbe interessante conoscere da quali documenti attinge l'archeologo incaricato dal Comune di Forte a proposito del ritrovamento di una piccola porzione di pavimentazione venuta alla luce nei giorni scorsi in piazza Garibaldi».  Se lo chiede Giorgio Giannelli, scrittore e soprattutto storico locale che a lungo ha approfondito questi temi. «Documenti - prosegue Giannelli - che al Forte certamente non ci sono, non esiste l'archivio comunale. Li ha presi a Pietrasanta o a Firenze? Non intendo entrare in polemica, per carità. Se i documenti sono seri, non li metto in discussione. Carta canta e villan dorme. Osservo soltanto - prosegue lo scrittore fortemarmino - che, per fare un forno per il pane, lo potevano fare dentro il fortino. C'erano diversi caminetti nei disegni originali che ci poteva stare pure un forno. Credo però di poter presupporre che sarebbe stato più importante fare una costruzione (a quanto sembra a livello più basso dello stesso fortino) per un piccolo deposito di munizioni e di polvere da sparo. Il fortino non è che venne costruito per scherzo, tant'è che nella mia "Bibbia del Forte dei Marmi" si parla di una vera e propria battaglia di mare contro alcuni navicelli corsari, uno dei quali, colpito, dovette riparare al Cinquale. Tant'è che è stato ritrovato e riseppellito dov'è oggi la piscina dell'Albergo Undulna, alle Terme della Versilia di proprietà Natali».

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