Il Tirreno

Versilia

Quadri falsi, indagato un medico

Alcune delle opere recuperate dai carabinieri
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Alcune delle opere recuperate dai carabinieri

Finito ai domiciliari perché aveva in casa dipinti falsificati

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 MASSA. Venerdì gli inquirenti tirano le somme e l'operazione Novecento, su un giro di falsi d'autore, si concretizza in nove arresti e cinque denunce.  Tra gli arrestati nell'inchiesta sui quadri c'è anche un medico che da anni collabora come ortopedico al san Camillo di Forte, lo spezzino Marco Ferdani.  Ieri è stato il giorno dei primi interrogatori di garanzia.  Hanno risposto alle domande del gip Giuseppe Laghezza Ettore Giovanni Gargano e Rita Rossi, pittori massesi ed ex coniugi. I due hanno spiegato di non aver mai avuto idea che i loro quadri fossero destinati al mercato del falso. Gargano, difeso dall'avvocato Paolo Bertoncini, avrebbe spiegato di avere dipinto alcuni falsi d'autore, negando, però, di sapere che quelle opere venissero vendute.  Con fermezza ha respinto l'accusa di far parte di un'associazione - secondo l'accusa - inquinava il mercato italiano delle opere d'arte. Ipotesi che il pubblico ministero Federico Manotti contesta anche a Roberto Moccia, Rita Rossi e Mario Brindesi. Gargano ha, infatti, spiegato di non conoscere gli altri indagati fatta eccezione per Rita Rossi (sua ex moglie) e un'altra persona rimasta coinvolta nell'inchiesta, ma deceduta. Ascoltato dal gip anche Antonio Francini, lunigianese, collaboratore di Sandro Bondi, ex ministro alla cultura. A Francini è contestata soltanto la ricettazione. E lui avrebbe chiarito al giudice di avere solo commissionato, da appassionato d'arte, alcune opere.  È stato ascoltato anche Marco Ferdani, spezzino, medico ortopedico che esercita anche nella clinica San Camillo di Vittoria Apuana.  All'interrogatorio del professionista, attualmente ai domiciliari, è stato delegato il gip del tribunale di La Spezia Marta Perazzo.  Il medico, accompagnato dagli avvocati Marco Argenziano e Daniele Caprara (entrambi del foro ligure), ha respinto fermamente le accuse.  La procura gli contesta di aver detenuto, per venderle, alcune opere false.  L'ortopedico avrebbe mostrato al giudice alcune foto dei falsi d'autore risalenti a parecchi anni fa, foto in cui i suoi figli erano ancora piccoli.  Il medico ha spiegato, quindi, di essere un appassionato d'arte e di aver ricevuto quei falsi in regalo molti anni fa, aggiungendo che non erano destinato alla vendita.  I suoi legali si sono riservati di produrre ulteriori atti e di fornire la testimonianza di alcuni colleghi d' ufficio del medico. Quei coleghi - secondo la difesa - potranno confermare di aver visto per anni in quadri incriminati affissi alle pareti di casa di Ferdani.  Insomma, il medico respinge le accuse. I legali hanno chiesto che l'ortopedico possa lasciare casa per recarsi a lavoro. C.S.

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