Verso il voto. Monteforte, Pedretti e Checchi pronti a rinunciare ai propri simboli nellinteresse del Forte
Il Terzo Polo in campo ma come lista civica
◗
Pedretti, Monteforte e Checchi, rappresentanti del Terzo Polo a Forte 2 MINUTI DI LETTURA
FORTE. Nel variegato panorama politico che guarda alle amministrative del 2012, nasce al Forte il Terzo Polo (Udc, Fli, e Api) con l'ambizione di candidarsi alla guida del Paese, «non come atto di presunzione, ma come raccolta di energie autentiche, moderate convinte della necessità del cambiamento». A parlare sono Gabriele Monteforte, Luca Pedretti e Gianni Checchi, rispettivamente coordinatori dell'Udc, di Fli e di Api. «Il Terzo Polo nasce in maniera trasversale - spiegano - con al suo interno tre differenti culture politiche: abbiamo il moderatismo cattolico dell'Udc, il nuovo centrodestra e i valori della destra nazionale con Futuro e Libertà e la nuova cultura riformista dell'Api. Una politica inclusiva quindi, che intende rappresentare la cittadinanza nel suo insieme dando a questa prospettiva politica uno sbocco civico. Tuttavia crediamo che l'intelligenza non abbia colore e che, a livello di paese, contino le idee e le persone, anziché i simboli e le bandiere e per questo se intorno a questa nostra iniziativa si svilupperà una forte partecipazione di cittadini che non si riconoscono nelle sigle partitiche, siamo pronti a rinunciare ai ruoli di partito mettendoci a disposizione di "Progetto Forte": un aggregatore civico nel quale le persone dialogano su tematiche più concrete legate alla vita della comunità e non ai massimi sistemi». «Moderati non può significare restare immobili - proseguono - ma significa per noi superare quel bipolarismo rissoso visto negli ultimi anni che non ha portato a nessuna risoluzione per i problemi. Dobbiamo immaginarci il Forte del 2020 cercando di realizzare nei prossimi anni un percorso che riesca, mantenendo l'identità locale, a rendere il nostro paese ancora una volta una delle mete turistiche più ambite. Per fare questo dobbiamo avere il coraggio di essere innovativi, avendo come punto di partenza un Comune che sia finalmente un reale connettore tra le categorie e una nuova progettualità che passa attraverso la realizzazione di nuove infrastrutture, progetti di marketing e creazione di eventi. Vogliamo rinnovare il Forte per renderlo di nuovo competitivo sul mercato, dandogli qualità nei servizi, nel decoro pubblico e nell'arredo urbano. Il nostro paese non può prescindere dalla pulizia delle strade e dei monumenti, da una riqualificazione del tessuto urbano e del centro, da un vero e deciso contrasto contro l'abusivismo commerciale e da una nuova stagione di politiche sociali per le fasce più deboli e dal lavoro per i nostri giovani. Riscoprire quindi il nostro senso di appartenenza come Comunità, cercando di coinvolgere quelle intelligenze che sono al Forte per dar vita a questa nuova progettualità» R.F.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
