Il Tirreno

Versilia

Rapina da record alla gioielleria degli orologi di lusso

Roy Lepore
La vetrina della gioielleria Calosci dopo la rapina di ieri pomeriggio
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La vetrina della gioielleria Calosci dopo la rapina di ieri pomeriggio

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 VIAREGGIO. Il bottino potrebbe essere ingente, il valore degli orologi, gioielli e monili in oro rubati ieri pomeriggio alla gioielleria Calosci in Passeggiata si aggira infatti intorno ai 200mila euro. L'inventario preciso terminerà probabilmente oggi, però da una prima stima i tre rapinatori (di cui uno armato di pistola) hanno colpito sapendo già quello che dovevano portare via.  Tutto è accaduto ieri pomeriggio intorno alle 17,30 in una Passeggiata deserta, specialmente in quel tratto nei pressi dell'hotel Royal. Da quasi un anno di fronte alla gioielleria non c'è più la guardia giurata, sostituita con le telecamere a circuito interno e con il collegamento della gioielleria con l'istituto di vigilanza e con i carabinieri. Tre persone a volto scoperto, uno di questi ben vestito, travisati con cappellini sono entrati nella gioielleria, dove c'erano il titolare Vittorio Alinari e la commessa ca. Uno dei banditi ha puntato la pistola al titolare, mentre la commessa è riuscita a rinchiudersi in bagno. Gli altri due banditi, armati di un piede di porco, hanno infranto la vetrina che si affaccia sulla strada laterale della gioelleria arraffando orologi Rolkex, Daytona e monili in oro. L'altro complice invece si è incaricato di svuotare quasi tutta la vetrina accanto alla porta di ingresso. Tutto è durato pochissimi minuti, poi i tre si sono allontanati a piedi velocemente. Secondo alcune testimonianze sono saliti a bordo di un'auto scura parcheggiata sul viale a mare per poi dileguarsi facendo perdere le tracce.  Appena i banditi hanno lasciato la gioelleria è stata premuto dal titolare il pulsante collegato con la centrale operativa dei carabinieri e dell'istituto di vigilanza della Vesuvio. All'interno della gioielleria a terra sono rimasti il piede di porco utilizzato per infrangere il vetro di una delle vertine ed un ombrello che aveva in pugno uno dei malviventi. Praticamente non hanno mai parlato, la pistola puntata al titolare è stata molto eloquente per far capire che si trattava di una rapina. Potrebbe essere importanti a questo punto le immagini delle telecamere interne per aiutare i carabinieri nelle loro indagini. La rapina alla gioielleria Calosci, che si aggiunge agli altri episodi di microcriminalità che si sono verificati in questi giorni a Viareggio sono la dimostrazione che qualcosa non va e che occorre che alle forze dell'ordine vengano dati uomini e mezzi, non solo promesse e prese in giro da parte del Governo per fronteggiare la delinquenza purtroppo sempre più in crescita.

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